Cronaca Catania

Salerno-Catania in nave? 17 ore!

L'Egnazia, della compagnia Grimaldi, era partito la scorsa notte da Salerno per poi fermarsi in mare per ben due volte a causa di un guasto

Catania - Un piccolo incubo, finito per fortuna senza gravi conseguenze e dopo 17 ore di navigazione. I passeggeri del traghetto "Egnazia" della compagnia Grimaldi, salpato all'1 della scorsa notte da Salerno, sono finalmente giunti a Catania alle 18 di stamane. Un viaggio interminabile e sofferto per problemi tecnici non ancora precisati che ha costretto i passeggeri, circa 250 persone tra cui alcuni bambini, a restare bloccati in alto mare per alcune ore, ancora prima dell'alba. E quel che peggio, completamente al buio e senza poter usufruire di acqua, servizi igienici e aria condizionata.

Il traghetto, che sarebbe dovuto partire ieri sera alle 22,30, aveva slittato l'orario di partenza pare per un'avaria che nell'immediato era stata probabilmente riparata. Ma già poco al largo di Salerno la nave si era fermata una prima volta per poi ripartire poco dopo. Intorno alle 4 del mattino il problema si ripropone con i disagi avvertiti dai passeggeri che, una volta svegli, hanno cominciato a lasciare le proprie cabine e a cercare di capire cosa stesse accadendo. Il traghetto è rimasto fermo al largo delle coste Tirreniche della Calabria per alcune ore. In molti tra i passeggeri hanno tra l'altro lamentato "di non aver ricevuto alcuna assistenza, né informazioni dall'equipaggio, né dal comandante".

«L'aria condizionata non ha funzionato mai nella nostra cabina - afferma Sebastiano, 49 anni, di ritorno in moto con la moglie Francesca da una vacanza - siamo stati costretti a salire sul ponte per potere respirare. Nessuna comunicazione, il capitano mai visto, né sentito. Un componente dell’equipaggio alle nostre domande rispondeva sempre 'non lo sò. Stessa risposta quando per paradosso gli abbiamo chiesto se la nave stesse per affondare...'Non lo sò, ci ha detto..." Segnali di cattivi auspici erano arrivati sin dall’imbarco. "Siamo partiti dopo l’1 di notte con oltre due ore di ritardo" ricostruisce Luca Maccheroni, 51 anni, che si occupa di preventivi per ristrutturazioni, in viaggio con moglie figlia e una famiglia di amici per una vacanza in Sicilia. «Non abbiamo avuto informazioni e assistenza - sostiene con un classico accento toscano - se fossimo stati immigrati su un barcone sarebbero subito venuti a salvarci: a bordo, oltre a donne e bambini piccoli, c'era un disabile e anche un cardiopatico che si doveva ricoverare oggi in Sicilia».

Nessuno, sostiene, è riuscito a parlare con il capitano. «E' venuta un sua vice - aggiunge - e ci ha detto che il ritardo nella partenza non era da collegare a quello che è accaduto nella notte in mare, ma ovviamente nessuno di noi ci ha creduto.... Ed hanno avuto anche il coraggio di chiedermi di pagare l’acqua da bere al bar...». bordo anche due giornalisti di Repubblica, Lucio Luca e Stefania Parmeggiani, in viaggio con i figli. «Le cabine erano dei forni, non c'è aria condizionata - ricostruisce Lucio Luca, confermando quanto aveva detto al sito del suo quotidiano - e ci sono state proteste e tensioni: abbiamo chiesto di tornare a Salerno visto che era il porto più vicino. Ma niente. L'equipaggio - aggiunge il giornalista - ci ha detto che solo uno dei 4 motori era in avaria. Il comandante non ha voluto incontrare i passeggeri, nessuno ci ha fornito informazioni sulla posizione. Poi è 'saltatà anche l’aria condizionata nella zona del bar, l’unico posto dove era rimasta in funzione».

La Guardia costiera è intervenuta subito dopo essere stata allertata e sulla stessa rotta del traghetto Egnazia è stata inviata nave Dattilo, pronta a prestare assistenza in caso di ulteriori necessità, come altre unità militari e navi passeggeri e mercantili in transito nell’area. La Guardia costiera ha annunciato che saranno effettuati i previsti accertamenti di carattere tecnico per risalire alle cause che hanno determinato l'avaria. L’associazione di consumatori Codacons è pronta ad offrire assistenza ai passeggeri che vogliano avanzare una richiesta di risarcimento per danno da ritardo e, qualora vi fossero i presupposti, per vacanza rovinata.