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L'Ottocento nascosto a palazzo Abatellis

Un'accurata campionatura di dipinti del XIX secolo delle collezioni di Palazzo Abatellis

 Palermo - Chiude il 21 luglio la mostra "Ottocento Nascoto" a cura di Gioacchino Barbera ed Evelina De Castro, a palazzo Abatellis. 

La pittura è la forma d'arte più importante e innovativa dell'Ottocento. Gli artisti esprimono sentimenti ed emozioni attraverso pennellate fluide, colori vivi e contorni meno definiti.

Un'accurata campionatura di dipinti del XIX secolo delle collezioni di Palazzo Abatellis. 

Le opere dell'Ottocento, esposte o affidate in deposito ad altri Enti pubblici, arrivano da complesse vicende che hanno portato allo smembramento delle raccolte del Museo Nazionale dal 1930 al 1937, e quindi ancor prima della nascita, nel 1954, di Palazzo Abatellis come Galleria Nazionale della Sicilia.

Quasi tutti i dipinti erano già transitati in deposito alla Civica Galleria d'arte moderna "Empedocle Restivo" e lì alcuni sono rimasti, sia per il mediocre stato di conservazione, sia perché sono stati considerati come "riserva" di arredo degli ambienti di rappresentanza di Enti e Istituzioni.

In Italia, la storia dell’arte nel XIX secolo inizia infatti con i ritratti neoclassici di Antonio Canova dedicati a Napoleone e si conclude con il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo (nella versione denominata La fiumana), omaggio alla classe operaia, passando per il Romanticismo storico di Francesco Hayez, superando i Macchiaioli e scoprendo il Divisionismo di Giovanni Segantini e altri grandi pittori.

Sono anni in cui le nostre città, Firenze e Milano tra tutte, sono in fibrillazione e la pittura diventa una parte integrante del pensiero e delle ideologie, spesso una sorta di vettore per la divulgazione di concetti vecchi o nuovi.

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L'esposizione presenta una varietà di linguaggio degli artisti italiani dell'Ottocento: dalla pittura di storia al ritratto, dalle esercitazioni accademiche al paesaggio, alle scene di interni alla pittura sacra.

Si tratta di opere di pittori, siciliani e non, fra i più noti (Errante, Riolo, Lo Forte, Carta, Patania, Querci, Abbati, ecc.) o meno conosciuti (Rindello, La Farina, Giaconia, Politi, Sottile e tanti altri), che affrontano generi diversi.

Una mostra, dunque, da vedere non solo per la sua valenza artistica, ma anche per meglio conoscere i tesori racchiusi nella città di Palermo.