Giudiziaria Ragusa

Ragusa, ex Provincia: Nitto Rosso e Migliorisi imputati. LA REPLICA

Prossima udienza in ottobre

Ragusa - Digenti a temp indeterminato che querelano dirigenti a tempo determinato. Il palcoscenico la ex Provincia Regionale di Ragusa, oggi Libero Consorzio. 

I protagonisti. Nitto Rosso e Giancarlo Migliorisi, ex dirigenti a tempo determinato, rimasti in servizio fino al 30 settembre 2013. Compaiono nel ruolo di imputati. Altri protagonisti: i dirigenti a tempo indeterminato Raffaele Falconieri (a capo del settore Risorse Umane), Lucia Lo Castro (dirigente del settore Finanziario, da poche settimane in pensione) e Salvatore Mezzasalma (dirigente del settore avvocatura).

I primi due sono sotto processo per minacce a pubblico ufficiale e i tre ex colleghi sono invece le vittime, ovvero la parte offesa che si è costituita parte civile. 

La loro querela ha prodotto il procedimento penale già approdato al dibattimento, giudice monocratico Vincenzo Ignaccolo il quale però dovrà lasciare il posto ad altro giudice, Guidotti proveniente da Parma, con udienza rinviata al 23 ottobre. In udienza i tre dirigenti Lucia Lo Castro, Raffaele Falconieri e Salvatore Mezzasalma si sono costituiti parte civile. Alla base della vicenda i contratti a tempo determinato stipulati con Rosso e Migliorisi da parte dell’allora presidente della Provincia Franco Antoci e che i due avrebbero voluto venissero prorogati dal commissario straordinario Giovanni Scarso, subentrato ad Antoci.

I contratti ex art. 110 firmati dal presidente Franco Antoci che poi non sono stati rinnovati dal primo commissario straordinario della Provincia, Giovanni Scarso. Falconieri, Lo Castro e Mezzasalma sostengono di avere ricevuto pressioni e minacce da Giancarlo Migliorisi e Nitto Rosso affinché fornissero pareri favorevoli alla proroga del loro contratto al commissario straordinario Scarso. Ricevuta la querela dai tre, la Procura ha avviato le indagini, anche tramite intercettazioni e alla fine ha chiesto il processo contro Rosso e Migliorisi.

Nel processo sono parte lesa, oltre ai tre dirigenti querelanti, anche l’ex commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Giovanni Scarso, il quale però non si è costituito parte civile e non lo ha fatto neanche l’ente nella persona del commissario in carica Salvatore Piazza. I due ex dirigenti-imputati, all’epoca dei fatti, espletavano le mansioni di servizio nell’ente di viale del Fante, sulla base di contratti a termine prorogati, da più di 4 anni. Rosso nel settore Sviluppo economico e politiche comunitarie; Migliorisi Pubblica istruzione e sport. I due avevano chiesto con atti e diffide extragiudiziali il mantenimento del posto in servizio ma senza risultato. Il commissario Giovanni Scarso, sulla scorta dei pareri espressi dai dirigenti di ruolo Falconieri e Lo Castro, arrivò alla determinazione di non prorogare i contratti. Nell’imminenza della scadenza del contratto e anche successivamente, secondo l’accusa, vi sarebbero state pressioni e minacce per convincere i dirigenti a fornire pareri favorevoli al commissario Scarso sulla richiesta di Rosso e Migliorisi.

Fatto straordinario, il senatore Giovanni Mauro era riuscito a far approvare un emendamento in una legge nazionale che stabiliva in almeno un anno i contratti di lavoro a tempo determinato per dirigenti pubblici, e a questa si erano appellati i due per la proroga del loro contratto. Ma non servì a nulla. 

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1565084997-3-cappello-peugeot.jpg

La replica dell'avv. Nitto Rosso

"Non c'è stata alcuna minaccia. I processi si fanno in tribunale e di più non converrebbe dire, ma poichè se ne è parlato alcune considerazioni ritengo siano obbligatorie. Questi tre colleghi, con cui ho lavorato per diversi anni, prima come direttore generale e di seguito come dirigente, hanno operato, a mio personale avviso, un abuso d'ufficio, e loro hanno di seguito ritenuto di doversi "cautelare" perchè temevano per le loro carriere. Di fatto sono stati loro ad impadronirsi delle nostre carriere. Una attenta attività di indagine ha messo in luce la totale inesistenza di qualunque minaccia o ritorsione. Residua pertanto la loro personale impressione rispetto ad alcune circostanze che di fatto non hanno prodotto alcun accadimento realmente comprovato. Siamo dunque di fronte alle impressioni e sentimenti di tre presunte parti offese che, è opportuno dire anche, sono la la mia controparte nella causa da intentata contro la provincia. Le famose intercettazioni sarebbe la telefonata che ho fatto a mia moglie annunciando con enfasi l'approvazione di una manovra finanziaria che poteva portare uno sviluppo favorevole alle casse della Provincia, facendo venire meno l'opposizione dei miei colleghi, che invero avevano da tutelare posizioni diverse. I processi si fanno in tribunale e di più non posso dire per ovvi motivi. C'è sicuramente un utilizzo strumentale della Giustizia". Così l'avvocato Nitto Rosso.