Benessere Invalidità

Bonus tiroide 2019, come richiederlo

Le esenzioni dal ticket

E’ possibile ottenere il bonus di 550 euro per ha patologie legate alla tiroide? Per capirlo, bisogna prima esaminare nel dettaglio come funziona il riconoscimento dell’invalidità per alcune malattie, come il diabete per esempio. O appunto la tiroide.

Per vedere riconosciuto il diritto all’invalidità per una specifica malattia è necessario che questa patologia sia iscritta all’interno di tabella. In questa tabella, a ogni patologia viene assegnata una percentuale in base alla gravità e quindi al fatto che renda invalido chi ne soffre.

Per poter ottenere ai benefici concessi dalla legge a chi presenta una invalidità la percentuale minima è il 33%. Quindi, con un’invalidità minima del 33% si può avere diritto ad alcuni aiuti, per esempio delle protesi gratuite. Se invece questa percentuale di invalidità supera il 45%  si viene anche iscritti nella lista di lavoro “categorie protette”.

Chi ha diritto ai benefici
Più aumenta questo grado di invalidità maggiori sono i benefici he si possono ottenere per legge: con il 50% per esempio si possono ottenere specifici congedi dal lavoro per le cure mediche. Con il 66% di invalidità si ottiene l’esenzione dal pagamento del ticket per le visite e gli esami relativi a quella patologia.
Ancora, se l’invalidità supera il 75% è riconosciuto il diritto a percepire un assegno che però dipende dal reddito percepito e comunque non può superare il limite massimo di 550 euro. Gli invalidi al 100% hanno diritto infine all’indennità di accompagnamento e alla pensione di inabilità.

Il bonus 2019 per i malati di tiroide
Ma veniamo alla tiroide. Le malattie della tiroide non danno diritto del tutto ai benefici dell’invalidità ma la sua concessione dipende dalla gravità della patologia. Per esempio viene riconosciuta una percentuale del 100% all’ipotiroidismo con grave ritardo mentale, tra il 50% e l’80% all’iperparatiroidismo primario e tra il 91% e il 100% all’ipoparatiroidismo che non risponde ai trattamenti.
Al di là di queste patologie non c’è nulla che dia diritto ai benefici: nessuna altra disfunzione della tiroide dà diritto ai benefici connessi all’invalidità e bisogna sempre valutare l’influenza del disturbo alla tiroide su altre patologie più gravi.
In ogni caso, il Servizio Sanitario Nazionale concede l’esenzione dal pagamento del ticket per molti esami relativi alla tiroidite autoimmune. Indipendentemente dal riconoscimento dell’invalidità.

Chi soffre di tiroide: i sintomi
Una persona su due che soffre di problemi alla tiroide non lo sa. Perché i sintomi sono così diversi, e spesso sfumati, che ricondurli all'origine non è sempre facile. Può essere un'eccessiva stanchezza o una tachicardia, un dolore al braccio o un bruciore di stomaco. Accade perché questa ghiandola posizionata nel collo, attraverso il rilascio dei suoi ormoni, regola il metabolismo, cioè tutti i processi che trasformano il cibo in energia. Quindi influenza la crescita, la temperatura corporea, la distribuzione dei liquidi e tanto altro.

Come accorgersi se non funziona la tiroide
Il malfunzionamento della tiroide ha due facce. C'è ipotiroidismo quando la ghiandola produce pochi ormoni e ipertiroidismo quando ne rilascia troppi. Nel secondo caso accorgersene è più facile: si presenta con palpitazioni, ansia, ipersudorazione, insonnia. Nel primo, invece, si tratta di sintomi più generici, come stanchezza e sovraffaticamento. Ma per capire tutto basta un semplice esame del sangue che misura il livello del Tsh, la sostanza che controlla il rilascio degli ormoni tiroidei.

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Quali sono i periodi a rischio per ammalarsi alla tiroide
Nelle persone predisposte la tiroide può impazzire intorno ai vent'anni. È a questa età che si concentra la maggior parte dei casi di ipertiroidismo di tipo autoimmune (quando cioè l'organismo non riconosce gli ormoni tiroidei e produce anticorpi ad hoc). Oppure dopo una gravidanza, quando la ghiandola è stata sottoposta a un lavoro extra. Le donne in età avanzata sono particolarmente a rischio. Ma non ci sono correlazioni con la menopausa. È solo una questione di tempo.

Come si curano le alterazioni della tiroide
Per l'ipotiroidismo la terapia è farmacologica. Si deve assumere la tiroxina, un ormone tiroideo sintetico, che oggi è in varie formulazioni, liquida, in pillole, in gocce. In più, si fanno controlli periodici per verificare che la posologia sia adatta. Nel caso di ipertiroidismo, invece, spesso è preferibile la terapia radiometabolica: in pratica, si stordiscono le cellule con il radioiodio, una sostanza radioattiva.