Benessere Diabete

Bonus diabete Inps 2019: come ottenerlo

Tabella di invalidità per chi soffre di diabete

Si calcola che ci siano circa 3,5 milioni di persone che, soltanto in Italia, soffrano di diabete, di cui 45 mila in Sicilia, senza poi prendere in considerazione coloro che non sanno effettivamente di esserne affetti. I numeri non si fermano, ed attualmente sono in continua crescita.

Come la maggior parte di noi saprà, il diabete mellito è una patologia implica un l’eccesso del livello di zuccheri nel sangue, anche nota come iperglicemia. È bene sapere che le cause possono essere molteplici, possono infatti variare da un’interazione fra fattori genetici ma anche ambientali, tra cui una vita sedentaria o delle cattive abitudini alimentari. Come già menzionato, accorgersi di avere il diabete non è semplice, poiché la presenza di iperglicemia non si rivela tramite nessun tipo di sintomo, e che spesso questi ultimi si palesano solo quando la malattia è già presente da anni. I tipici sintomi, in casi acuti, sono caratterizzati da stanchezza, polidipsia (aumento della sete), aumento della diuresi, drastica ed inaspettata perdita di peso e di appetito, dolori addominali e, in situazioni più gravi, anche confusione mentale. Il diabete è una condizione fisica a dir poco invalidante che, se non gestita correttamente ed in maniera costante, può portare ad un significativo accumulo di zucchero nel sangue, il che non fa che aumentare il rischio di complicazioni molto pericolose per il nostro organismo, inclusi infarti e malattie cardiache. Le maggiori complicanze che possono derivare dal diabete sono infatti in grado di recare al paziente diversi danni, che si dividono in neurologici, renali, oculari e cardio-cerebrovascolari. Esistono vari tipi di diabete, come quindi possono essere vari i modi per affrontare la patologia. L’unico modo per sapere se si ha il diabete è quello di effettuare un esame del sangue. Dopo questo breve digressione, vediamo insieme le agevolazioni offerte per le persone affette dal diabete e facciamo chiarezza sul cosiddetto “Bonus Diabete”.

Agevolazioni per diabetici: chi ne ha diritto
Il diabete è una malattia cronica, ed anche quando la patologia si presenta nelle sue forme meno gravi c’è comunque bisogno di cure costanti che portano ad un inevitabile cambio delle proprie abitudini e del proprio stile di vita, per questi motivi, chi soffre di diabete ha diritto all’assegno di invalidità e indennità di accompagnamento. La percentuale di invalidità può variare in base alla gravità del diabete e alla conseguente riduzione della capacità lavorativa. Passiamo alle informazioni importanti: chi ha diritto e come ottenere il “Bonus diabete”, ossia la suddetta indennità di accompagnamento pari a 517,84 euro per 12 mesi per l’anno 2019 e che spetta indipendentemente dal reddito personale, coniugale o familiare, oltre che essere esente da Irpef, quindi non è né tassata né va dichiarata nella denuncia dei redditi.

Tabella di invalidità per chi soffre di diabete
• diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 90%;
• diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 91 al 100%;
• acromegalia con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
• sindrome di Cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
• insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.
L’assegno di pensione di invalidità, si ottiene quando la percentuale di invalidità è uguale o superiore al 74% e la riduzione della capacità lavorativa viene minimizzata a meno di un terzo, ossia il 67%. Per quanto riguarda i requisiti Isee per il diritto all’assegno ordinario di invalidità, essi non sono fissati. I lavoratori con diabete possono avere diritto alla pensione anticipata solo se la percentuale di invalidità è estremamente elevata e in presenza di specifici requisiti di contribuzione, quali 55 anni e 7 mesi di età per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini, se si hanno minimo 20 anni di contributi e con invalidità minima dell’80%. Il lavoratore diabetico ha poi diritto ad una maggiorazione pari a 2 mesi di contributi figurativi in più ogni anno, se l’invalidità è pari o superiore al 74%;

Agevolazioni fiscali per diabetici
Dopo aver ottenuto il grado di invalidità, il paziente o le persone che l’hanno a carico possono ottenere una detrazione fiscale del 19% sulle spese di acquisto e di adattamento di un’auto. Questo tipo di agevolazione vale per persone che non sono in grado di guidare in quanto non vedenti o a causa di determinate limitazioni nei movimenti, in questo caso l’Iva sull’acquisto di un auto è agevolata al 4% e, in alcune regioni, c’è l’esenzione permanente dal bollo. Si può ottenere uno sconto fiscale anche per le spese di assistenza non professionale per i casi in cui la patologia implichi gravi difficoltà di movimento nella vita quotidiana, per cui c’è la necessità di una badante. I diabetici considerati disabili, inoltre, avrebbero diritto a delle agevolazioni fiscali anche per l’acquisto di strumenti tecnologici quali pc, tv via satellite o accesso alla banda larga, ma questo accade solo in casi in cui il paziente ha un grado di invalidità parecchio alto.

Come richiedere il riconoscimento di invalidità per il diabete
Per prima cosa bisogna andare dal proprio medico curante e ottenere un certificato che possa attestare la vostra patologia. Il suddetto certificato va poi inviato telematicamente all'Inps, dopo di che, sempre per via telematica, ci si rivolge e si invia la richiesta di invalidità all’istituto di previdenza, allegando nuovamente il certificato assieme ad altri documenti, se necessario. Tenete bene a mente che è necessario inviare la domanda all’Inps entro 90 giorni dal rilascio del certificato. In caso di difficoltà, ci si può tranquillamente rivolgere ad un patronato per effettuare la richiesta. Dopo questo iniziale iter burocratico, l’Inps valuterà lo stato del paziente tramite una visita condotta da un’apposita Commissione medica che valuterà se accogliere o meno la vostra domanda, per questo si consiglia di prepararsi e portarsi dietro tutta la documentazione che avete a disposizione inerente alla patologia di cui si è affetti. Alla fine della valutazione, l’Inps dovrà inviarvi una certificazione che attesti la percentuale di invalidità da loro ufficialmente certificata. Nell’ipotesi che l’invalidità non venga riconosciuta e la domanda rifiutata, si può sempre contestare il verbale e fare ricorso entro sei mesi dalla notifica.