Attualità Vittoria

Sciolto per mafia, l'ex sindaco Moscato: le mie memorie ignorate

Una procedura, lo scioglimento, senza contraddittorio

Vittoria - “Solo due le paginette di motivazioni sullo scioglimento del consiglio comunale di Vittoria e della Giunta Municipale deciso dal consiglio dei ministri il 27 luglio dell’anno scorso, a fronte di circa 1500 pagine di memorie difensive che non sono state prese in considerazione”.

Questa la denuncia dell’ex sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, nel corso della conferenza stampa dopo il rigetto del suo ricorso tendente e smentire l’ipotesi di infiltrazioni mafiose nell’ente civico del centro ipparino. “Motivazioni – spiega – che in gran parte si riferiscono al passato. Non punto il dito contro nessuno, ma evidentemente non sono state ancora individuate precise responsabilità di chi ci aveva preceduti”. Moscato ha già chiesto il rito abbreviato nel procedimento penale a suo carico la cui udienza è prevista a settembre.
"La legge sullo scioglimento dei comuni per mafia è un autentico fallimento” – aggiunge Moscato -. "Se infiltrazioni mafiose c’erano allora attendevamo la risposta dello stato con l’incremento del personale delle forze di polizia, con l’arrivo dell’esercito. Invece nulla. L’assurdo è che hanno rigettato il nostro ricorso con due pagine di motivazioni ma non hanno tenuto conto delle nostre controdeduzioni, perchè la legge non lo consente. Insomma non c’è contraddittorio”.