Giudiziaria Scicli

Università bandita, indagato anche lo sciclitano Giuseppe Musumeci

Sempre molto solerte nel farsi vedere vicino al rettore Basile

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Catania - Giuseppe Musumeci, sciclitano, neanche quarantenne, associato di Anatomia del Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche.

E' tra i destinatari degli avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta "Università bandita", condotta dalla Digos di Catania su mandato della Procura etnea. 

Segnalato dalle cronache locali come Premio come “Migliore Giovane Ricercatore under 40”, Musumeci è coinvolto nell'inchiesta sui 27 concorsi ‘truccati’ e su altre 97 procedure sospette che hanno visto protagonisti apicali il rettore Basile e il suo predecessore Pignataro. Musumeci si è fatto sempre vedere vicino, e con sollecitudine, al primo. 

L'inchiesta ha portato alla sospensione da parte del gip del rettore Francesco Basile e di altri nove professori con posizioni apicali all’interno dei dipartimenti dell’ateneo, tutti indagati per associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.

Nel fascicolo sono stati iscritti complessivamente 66 indagati: 40 professori dell’università di Catania e 20 degli atenei di Bologna, Cagliari, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona. Indagate anche altre sei persone a vario titolo collegate con l’Università.

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L’inchiesta ha svelato quella che gli investigatori hanno definito un’associazione a delinquere, che avrebbe avuto come capo il rettore Basile e di cui sarebbe stato promotore il suo predecessore, Giacomo Pignataro, finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati per alterare il naturale esito dei bandi di concorso per il conferimento degli assegni, delle borse e dei dottorati di ricerca, per l’assunzione del personale tecnico-amministrativo, per la composizione degli organi statutari dell’ateneo, per l’assunzione e la progressione in carriera dei docenti.

I concorsi cuciti ad personam

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Tutti i concorsi sarebbero stati organizzati prima, sulla base del vincitore. Il bando sarebbe stato costruito ad hoc attorno al vincitore, le pubblicazioni sarebbero stata stabilite in base a quelle che lui aveva e l’ordine di chiamata sarebbe stato deciso in base alla possibilità di avere una persona invece che un’altra. Si sarebbero inoltre creati finti eventi culturali per poter pagare le trasferte ai commissari. La Procura di Catania aveva chiesto gli arresti domiciliari per il rettore e nove professori, ma il gip ha disposto il provvedimento cautelare della sospensione dall’attività professionale.

Il sindaco Bianco e l’ex assessore Orazio Licandro

Oltre all’ex sindaco di Catania Bianco e al suo assessore Orazio Licandro, professore del Dipartimento di Scienze umanistiche, sono indagati Marina Paino, direttrice dello stesso dipartimento, Valerio Pirronello, direttore in pensione del Dipartimento di Fisica e astronomia; Rosa Alba Miraglia, ordinaria di Economia aziendale; Caterina Cirelli, ordinaria di Geografia economico-politica; Luigi Caranti, ordinario di Filosofia politica nel Dipartimento di Scienze politiche; Santo Burgio, associato di Storia e filosofia e presidente della Struttura didattica speciale di Lingue e letterature straniere; Giovanni Pennisi, ordinario di Scienze tecniche mediche; Venera Ferrito, associata del Dipartimento di Scienze biologiche; Margherita Ferrante, associata di Igiene generale e applicata nel Dipartimento di Scienze mediche; Salvatore Torre, associato di Geografia; Giuseppe Musumeci, associato di Anatomia del Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche; Gianpietro Giusso del Galdo, associato del Dipartimento di Botanica, nonché responsabile scientifico dell’Orto botanico.