Lettere in redazione Scicli

Scicli ospiti una fiera del cavallo

Riceviamo e pubblichiamo

Scicli - Da tempi remoti, l’uomo è stato sempre allevatore di cavalli, muli, asini. Sia pure per scopi diversi i suddetti animali sono diventati ottimi collaboratori dell’uomo aiutandolo nei più disparati e faticosi lavori quotidiani. L’animale veniva accudito come un componente familiare tanto che fra uomo e animale nasceva una sinergia, un rapporto di vita simbiotico. Il legame era talmente forte che la scomparsa dell’animale veniva vissuta dalla famiglia come una grande perdita e ne costitutiva un lutto.

Man mano che la tecnologia avanza, anni ’60-’70, l’animale viene sostituito dal mezzo meccanico, più efficiente ma soprattutto più veloce e versatile. Già negli anni ’80 si può dire che il mulo scompare e l’asino rischia l’estinzione. Il cavallo sopravvive a questa ondata di meccanizzazione spinta perché per esso subentra una concezione di allevamento non più legata all’esemplare robusto da lavoro, ma al soggetto di razza, sportivo che fa moda. Il cambiamento delle abitudini della gente, supportate anche dalla possibilità di spesa in bisogni non primari, fa sì che l’allevamento del cavallo si incrementa tanto che negli anni 2000 subisce una impennata notevole. Molti allevatori possiedono più di un cavallo anche di razza diversa, si ricostituisce la già famosa Stazione di monta presente nella Sicilia sud orientale di contrada Lodderi, nasce un largo giro di affari e molti ragazzi spostano i loro desideri sul cavallo e sull’equitazione. Il piacere diventa passione, a volte competizione del bello che si manifesta con raduni, sfilate e lunghe passeggiate. Alcuni si inventano perfino un lavoro con passeggiate a cavallo che diventano motivo per riscoprire i valori della natura, di quei luoghi selvaggi ed incontaminati che ancora il tempo conserva. Molti allevatori si organizzano in associazioni, gruppi sportivi partecipando ad eventi programmati e vari concorsi nazionali.

Col passare degli anni aumenta sempre di più l’importanza dell’allevamento del cavallo a Scicli, tanto che ad oggi si parla di circa 800-1000 capi allevati, collocandosi il nostro paese nei primi posti a livello Regionale. Vista la tenacia e l’intraprendenza sempre più forte dell’allevatore sciclitano, vista l’importanza della Stazione di monta nasce l’idea, da sottoporre ad attenzione e verifica, di istituire a Scicli una Rassegna Regionale del cavallo, anche con il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto Tecnico Agrario di contrada Bommacchiella e l’Istituto di zootecnia della Facoltà di Agraria di Catania, in modo da poter dare più visibilità ed importanza ad una economia in continua crescita che, come abbiamo detto, può rappresentare in futuro livelli di interesse ancora più consistenti. L’amore e il rispetto di questo animale, dimostrata da tantissimi allevatori deve essere più coinvolgente e confluire verso l’idea comune del grande progetto.