Attualità Belluno

Aperta al pubblico la casa natale di Papa Luciani. FOTO

La diocesi di Vittorio Veneto, dove Albino Luciani è stato vescovo per 11 anni, ha acquistato la casa e la sta trasformando in un museo

  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-08-2019/1564767554-aperta-al-pubblico-la-casa-natale-di-papa-luciani-foto-1-500.jpg
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-08-2019/aperta-al-pubblico-la-casa-natale-di-papa-luciani-foto-100.jpg
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-08-2019/1564767554-aperta-al-pubblico-la-casa-natale-di-papa-luciani-foto-1-240.jpg

Canale d’Agordo, Belluno - La visita della casa dov’è nato, il 17 ottobre del 1912, e dove ha vissuto la sua vita da fanciullo Papa Luciani, a Canale d’Agordo, inizia dalla vecchia stalla al piano terra del “maso”, dopo aver attraversato una piccola area verde che da’ su via XX Agosto. E’ da qui che sono passati i visitatori che, alle 17 del 2 agosto, hanno avuto il privilegio di essere i primi ad entrare in casa Luciani nel giorno dell’apertura al pubblico. La diocesi di Vittorio Veneto l’ha acquistata dai nove nipoti di Albino Luciani, il 27 giugno di quest’anno, ma era disabitata dal 2008, anno della morte di Edoardo, il fratello di Papa Giovanni Paolo I.

Accanto alla stalla, la cantina dove il padre di Albino, Giovanni, durante l’inverno lavorava il legno, con gli attrezzi da falegname ma anche per lavorare la terra. Una prima rampa di scale porta all’ingresso “nobile” della casa, su via Rividella, civico 8, di questo borgo del bellunese che conta 1200 abitanti, a 973 metri d'altitudine, sulla strada che porta alla stazione sciistica di Falcade. Ancora qualche gradino e si sale al primo piano, dove si trovano la cucina, luogo di ritrovo della famiglia, e dove il piccolo Albino, prima di entrare in seminario, già a 11 anni, viveva soprattutto con la madre e dove è tornato a trovare molte volte il fratello, anche da vescovo di Vittorio veneto e poi da patriarca di Venezia.

Dalla cucina si accede alla sala, che quando Albino è nato era la stanza più calda della casa, grazie ad una grande “stua” in ceramica, la stufa di montagna alimentata a legna. Qui Bortola Tancon ha dato alla luce Albino, il primo dei quattro figli, e qui il piccolo è stato battezzato, subito dopo la nascita, dalla levatrice Maria Fiocco, “per imminente pericolo di vita”. Due giorni dopo, la cerimonia completa nella chiesa parrocchiale di Canale D’Agordo, dedicata a San Giovanni Battista, officiata dal vicario cooperatore don Achille Ronzon. Sullo stesso piano anche la piccola stanza da letto dove il monsignor e poi cardinale Luciani poteva venire a dormire ogni volta che veniva a trovare il fratello Edoardo.