Cultura Modica

Modica, piccola corte

L’istituzione del “Corpo degli Alabardieri”

Modica - La visita tanto attesa del Conte Padrone, l’Almirante di Castiglia don Giovanni Alfonso Enríquez de Cabrera, viceré di Sicilia, figlio di Luigi III Enríquez de Cabrera e di Vittoria Colonna, effettuata a Modica nei primi giorni del mese di novembre del 1643, non ebbe particolari ricadute economiche come si sperava nella Contea.
Molto argutamente Carmelo Cataldi, nel riproporre il testo integrale della cronaca lasciataci a futura memoria da Giovanni Grimaldi nel libro “Lettere Patenti della Contea di Modica”, fa notare che Giovanni Alfonso aveva distribuito, senza altro aggiungere salvo qualche “reprensa” nelle gabelle, solo quattro straccetti di bandiere alle varie chiese e università della Contea, trofei di guerra conquistati ai francesi nella battaglia di Fuenterrabía (1638) nella quale lui si era coperto di gloria.
Eppure le università comitali visitate nel suo tour della Sicilia sud orientale si erano davvero svenate per garantirgli un’accoglienza degna di un re!
Francesco Echebelz nel 1643 era il governatore della Contea di Modica. Aveva mobilitato per l’occasione notabili e cavalieri, il popolo tutto per manifestare al Conte padrone, che veniva in visita dei suoi possedimenti, una devozione e un affetto che affondavano le loro radici nel tempo dell’arrivo in Sicilia di re Martino (1392).
Un decreto, annotato nel volume n. 1152 “Lettere Patenti della Contea di Modica” relativo agli anni 1636/1652 e conservato tra i fondi dell’Archivio di Stato di Ragusa, sezione di Modica, però ci suggerisce che qualche effetto nella Contea di Modica la visita lo produsse.
Il 23 novembre 1643, a pochi giorni dalla partenza da Modica, Luisa di Sándoval y Padilla, la moglie di Giovanni Alfonso, figlia dei duchi di Cea e nipote del Duca di Lerma, il potentissimo valido (= primo ministro) del re di Spagna Filippo III, firmava a Palermo, in sostituzione del marito che ricopriva il prestigioso incarico di Viceré di Sicilia, una lettera, indirizzata al Governatore della contea, con la quale istituiva il corpo degli Alabardieri.
Con molta probabilità si sarà trattato di un omaggio personale reso a Echebelz per essersi tanto prodigato nel facilitare ai Conti la visita e il soggiorno.
In ogni caso, con questo provvedimento, Giovanni Alfonso trasformava il suo Stato siciliano in un piccolo doppione della Corte spagnola nella quale lui era cresciuto e politicamente era maturato.
L’istituzione del “Corpo degli Alabardieri” a Modica segna ufficialmente, dunque, il passaggio della Contea da semplice feudo d’oltremare della famiglia Enríquez de Cabrera a “Stato” vero e proprio. Modica e il suo castello divennero, per ciò, il cuore e il simbolo di questo cambiamento, presupponendo da quella data l’esistenza di una piccola “corte” che desse il dovuto prestigio alla figura del Governatore, immagine riflessa del Conte-Padrone.
Prima i governatori che si erano avvicendati nell’amministrazione della Contea erano stati dei semplici dipendenti o, a volte, affittuari o soci di affittuari del conte.
Dopo l’istituzione del “Corpo degli alabardieri”, il Governatore diventa la controfigura spirituale del conte stesso, pertanto la sua sacralità dovrà essere protetta da un “corpo” di guardie fedelissime e scelte che, per questo, ne aumenterà l’importanza e il prestigio.
Il “Corpo degli Alabardieri”, infatti, era stato istituito nel 1504 in Spagna da Fernando il Cattolico dopo essere scampato ad alcuni attentati. Si chiamava dapprima “Guardia degli Alabardieri” e vestiva “alla svizzera” come ancora oggi usa la guardia del Papa. Gli alabardieri erano così chiamati perché portavano un’alabarda, un’arma cioè di origine danese molto comune appunto nella milizia elvetica. Avevano partecipato alla conquista di Granada al fianco dei Re Cattolici.
Ma già prima della battaglia di Fuenterrabía, Filippo IV, re di Spagna, aveva sentito il bisogno di rafforzare la vigilanza sulla sua persona e sulla monarchia. L’onnipotente suo valido, Gaspar de Guzmán y Pimentel, Conde-duque de Olivares, infatti, aveva creato con questo scopo nel 1634 un Reggimento di truppe speciali denominato “Guardias de infantería del Rey Felipe IV”.
In effetti, Giovanni Alfonso a Modica ricalcava intenzionalmente le orme del Conde-Duque quando decideva di costituire nella sua contea siciliana questo corpo speciale a tutela della persona fisica del Governatore.
In verità già alla fine del Quattrocento e per tutto il Cinquecento sei “compagni” tra le guardie di stanza al castello di Modica si erano occupati di scortare il Governatore della contea nei suoi spostamenti.
Con questa disposizione il numero delle guardie fu aumentato da sei a otto ma anche a dodici, se fosse stato necessario. Nel testo si suggeriva ancora di scegliere i soggetti tra soldati già in servizio presso il castello di Modica e nella xurta, cioè tra gli uomini che svolgevano la vigilanza notturna, avendo cura di diminuire il salario nel caso in cui i turni di vigilanza di quest’ultima fossero risultati più brevi.
La copertura finanziaria relativa all’istituzione di questa nuova milizia doveva essere a carico delle diverse università della contea perché questo servizio avrebbe aggiunto, secondo quanto espresso nel documento, prestigio alle università stesse.
Nel testo si davano anche delle indicazioni sull’abbigliamento del nuovo “corpo”.
Il conte insisteva, dunque, in una politica autarchica comitale del “fai da te e arrangiati” già perpetrata dai suoi antecessori senza peraltro preoccuparsi di mettere mano seriamente alla borsa.
La “piccola corte” con sede nel castello di Modica rimase comunque anche quando l’autorità del conte venne meno per l’alto tradimento compiuto nei confronti della Corona spagnola dall’ultimo degli Enríquez de Cabrera, Giovanni Tommaso.
Su questo argomento, però, la Storia e alcune mie ricerche prossimamente riserveranno sorprese e colpi di scena.
Qui di seguito la trascrizione del documento:
ASM, Lettere Patenti Contea di Modica, 1636-1652, vol. n. 1152

Lettera della S/ra Duchessa per farsi li alapardieri

D. Luysa de Sandoval
Don Francisco de Echebelz Governador del nuestro Condado de Modica, haviendome considerado el decoro con que deve estar el Governador de esse n/ro Condado para mayor authoridad del cargo se dispuso que el Real Patrimonio diesse permission de poder tener ocho Alebarderos para guarda de su persona o para que asistiessen en todo lo que fuere necessario de el Servicio de la Justiçia y supponiendo como va dejeis y que el sueldo que se les a de dar a raçon de seys onças al año por cada uno que importan quarenta y ocho onças Os ordeno y mando que para los seys soldados os sirvais de los unos que assisten a la guardia del castillo en la forma que lo teneis dispuesto y para los otros dos que faltan al numero de la concession de el Patrimonio os servireis de las doze onças que se pagan al xurtero y nombrareys dos que de dia sean Alabarderos y de noche cuyden de la Xurta assistiendo a esta ocupacion por dias alternativamente de modo que pues se desminuye el salario sea tambien menos el trabajo dandole cada año sus vestidos como a los demas y en la forma que abaxo se declama; y para la cantidad que es necessaria para el vestuario de los dichos ocho Alabarderos es n/ra voluntad que se reparte entre essas universidades pues resulta en decoro suyo la mayor authoridad de su Governador cargando a cada una de ellas la porçion del peso que puede llevar sin que sea necessario para este efeto de hazerne consejo siendo la cantidad tan poca y teniendo tanto efecto en que aplicar este gasto advirtiendo os que en cada un año le haveys de dar ropilla calzon, y cabos y en cada dos años ferreruelo en la forma que se acostumbra en otras partes y assi lo yreis disponiendo en forma tal que quede ajustando como combiene, y en caso que os parecere traer otro quatro Alebarderos al numero de doze podreis disponer la forma que os pareçiere para el salario y vestidos que tal es la voluntad del Almirante mi S/r y mia.
Palermo 23 de 9bre 1643

CREDITI
Archivo General de Simancas (AGS)
Archivo Histórico Nacional (AHN)
Archivio di Stato di Ragusa sezione di Modica (ASM)
Casa Real, Los Alabarderos, primeros custodios del Rey
Cataldi Carmelo, Una gita fuori porta del Conte di Modica…, RTM, 22.7.2019
Guardia Real Española, Reseña Histórica, 2016
Pellegrino Francesco, La Contea di Modica nei primi anni del Cinquecento, storia di un giallo e di una contabilità ritrovata, The United Artists Society, 2019
Un Uomo libero, Gli arcipreti di Scicli, a sorpresa un codice C del Carioti, Ragusanews, 29.6.2018

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