Attualità Roma

E' morto Alberto Sironi, regista del commissario Montalbano

Allievo di Giorgio Strehler

Roma - Ragusanews aveva dato notizia della sua assenza dal set del Commissario Montalbano due mesi fa.

Alberto Sironi è morto oggi, a 79 anni, dopo che un malore lo aveva colto in un ristorante di Marina di Ragusa all'inzio delle riprese delle tre nuove puntate del comissario Montalbano. 

È come se il secondo padre del commissario più amato d'Italia, Montalbano, se ne sia voluto andare prima del previsto, solo per incontrare l'amico Andrea Camilleri, scomparso lo scorso 17 luglio. Così Alberto Sironi, 79 anni, che il personaggio nato dalla penna del grande scrittore siciliano l'ha portato sullo schermo, ha lasciato per sempre il set.

Lombardo di Busto Arsizio, Varese, non ha mai fatto mistero di amare i colori accesi di quella Sicilia barocca che, per vent'anni, è stato il territorio in cui si è mosso Luca Zingaretti, l'attore da lui personalmente scelto per interpretare un uomo sempre alle prese con misteri e misfatti: "Sono legato alle mie origini ma qui mi sento a casa, tra la gente per strada o nelle trattorie, quando incontro i contadini e le maestranze locali", raccontava qualche anno fa, parlando del suo amore per quell'indimenticabile terra barocca che collega Ragusa a Modica, Scicli e Noto ma soprattutto Donnalucata - nella serie tv rinominata Vigàta - dove sorge la casa del commissario. Zingaretti lo estrasse come un asso da una tripletta di carte: c'erano solo tre attori. "Uno non poteva venire perché aveva litigato con la moglie e aveva un occhio nero", ricordava, "l'altro non ha fatto un ottimo provino, Luca invece è stato bravissimo. La scelta di mettere un poliziotto simpatico è ispirata dal poliziesco americano perché per noi, fino agli anni Ottanta, la polizia era quella fascista con il manganello in mano. Io mi sono concentrato sulla figura privata del commissario".

Sironi nasce prima di tutto in teatro: alla scuola d'arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, guidata da Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Recita, sul palco come gli attori che avrebbe poi diretto. Ma è l'incontro con 'mamma' Rai, negli anni Settanta, che cambia tutto: per l'emittente di Stato realizza inchieste, sia in Italia che all'estero, si occupa anche di sport, soprattutto per un nome importante, Beppe Viola.

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