Economia Pachino

Orate fuggite, i lavoratori rinunciano a 250 euro

I licenziamenti si sono trasformati in ristrutturazione aziendale

Pachino - L'azienda di itticoltura Acqua Azzurra di Pachino, distrutta dal maltempo che lo scorso febbraio ha devastato il Sud-Est della Sicilia, non chiuderà. Ma, anche grazie al sacrificio dei lavoratori, continuerà a operare.

Le forti mareggiate dello scorso inverno hanno distrutto le 36 gabbie in mare, solo tre erano rimaste integre e sette recuperabili in parte: oltre un milione e 500mila tonnellate di pesce (spigole e orate) perso per un danno economico pari a 18 milioni di euro.

La procedura di licenziamento collettivo per i 98 dipendenti, che era già stata avviata, è stata modificata in ristrutturazione aziendale. Così sono tutelati i 53 posti a tempo indeterminato, anche se i lavoratori hanno dovuto accettare l'abbassamento di un grado della qualifica e la rinuncia ai superminimi. Due condizioni che, in busta paga, si traducono con una diminuzione di stipendio che può arrivare anche fino a un massimo di 250 euro al mese. 

Lo stabilimento di produzione si trova in contrada Vulpiglia a Pachino lungo la strada che collega Marzamemi a Portopalo di Capopassero.

La Regione, dal canto suo, ha approvato un emendamento che dà un milione e mezzo di euro a tutto il settore. Ad Acqua Azzurra dovrebbe toccare circa un milione.