Lettere in redazione Ragusa

Sindaco, povera la mia Ragusa, sempre più desolata

Riceviamo e pubblichiamo

Ragusa - Gent.mo Sindaco
Sono un cittadino del Comune che Lei attualmente rappresenta e amministra, ma negli ultimi anni, per motivi di lavoro, mi son dovuto trasferire altrove temporaneamente.
Torno in città una volta all’anno ed ogni volta che vengo qui la trovo un po’ più deserta, un po’ più desolata.
Probabilmente la cosa la percepite anche voi che ci abitate stabilmente, ma credetemi, non è la stessa cosa. E’ un po’ come quando vedi un bambino dopo un anno, ti accorgi nettamente della sua crescita, molto più di chi ci convive giorno per giorno, bene qui è lo stesso, ma al contrario. Mi accorgo anno dopo anno di come questa città, isola nell’isola, sempre prima in Sicilia (e anche nel Sud) per qualità della vita, veda tuttavia un tristissimo e lento declino.
Ogni volta che torno, mentre percorro il corso Italia, la via Mario Leggio ed altre strade del centro, vedo sfilare una dopo l’altra decine di saracinesche abbassate, negozi chiusi, vetrine abbandonate, che desolazione! Se penso al brulicare di vita che c’era lì fino a pochi anni fa!

Per non parlare della via Roma, un tempo centro nevralgico delle passeggiate e dello shopping, e che adesso giace lì, elegante ma sola, come una donna che nessuno invita a ballare.
E poi dove sono i giovani? Io lo so dove sono, dove stanno anche i miei figli, fuori, magari all’estero, a spendere quei titoli che hanno conseguito in Italia, perché qui stavano solo incorniciati ed appesi ad una parete della loro stanza.
Della classe di mio figlio non è rimasto nessuno, sono spariti tutti, così mi dice lui quando viene in città, un’intera generazione, quella che riempiva le scuole vent’anni fa è sparita, si è dissolta distribuita nei Paesi che li apprezza e che li stanno fagocitando, mentre noi perdiamo la nostra gioventù (oltre ahimé alla nostra giovinezza), e dobbiamo invece accogliere degli stranieri che pian piano stanno prendendo il loro posto.
Questo è ciò che sento quando vengo a Ragusa e, credetemi, non è una bella sensazione, è come se qualcosa si stesse spegnendo, come la fiamma di un lume, sempre più flebile.
Ma forse qualcosa si può fare, caro Sindaco, e Lei potrebbe essere colui che avrà riportato alla vita questa città, splendida ma sempre più “anziana”.
Mio figlio, e così tutti gli altri sarebbero disposti a tornare se ci fossero le condizioni, se si incoraggiassero a rientrare, così come si sta facendo nell’Europa dell’Est, che sta richiamando i suoi giovani, e con successo.

Perché non sviluppare delle politiche locali di incoraggiamento, detrazioni fiscali, accordi con tutti i proprietari dei locali del centro che, invece di vederli marcire potrebbero affittarli a chi vuole intraprendere un’attività, magari a un prezzo simbolico per il primo anno.
E ancora perché non acquisire tutte quelle case diroccate e abbandonate, sia a Ragusa che soprattutto a Ibla, che potrebbero essere vendute a 1 euro come fanno in altri comuni?
Io penso che le soluzioni siano tante e che ci voglia solo un po’ di volontà da parte della classe politica.
Ancora siamo in tempo a ripopolare Ragusa con la generazione che gli spetta, che è dovuta scappare, ma che tornando la potrebbe rendere di nuovo viva e giovane.
Un cordiale saluto.