Economia Agrigento

Agrigento, meno 20 mila turisti, da maggio ad agosto

La concorrenza di Nord Africa e Grecia è tornata a farsi sentire già dal 2018

Agrigento - Anche Agrigento e provincia soffrono la riapertura dei mercati turistici nordafricano e greco. 

Si salva solo la Valle dei Templi che a Ferragosto ha fatto registrare ben 6.500 ingressi, doppiando il Teatro Antico di Taormina che si è fermato a 3.367 presenze.

Rispetto allo scorso anno, da maggio a fine agosto, sono venute a mancare 20 mila persone, secondo quanto rende noto Gero Acquisto, segretario generale della Uil e Lando Pecoraro, segretario della Uil Tucs. Ma c’è un altro dato che preoccupa: i dati della Camera di Commercio hanno messo in evidenza che alcune strutture ricettive hanno chiuso i battenti.

Per il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina, “il vistoso calo di presenze turistiche, registrato nell’agrigentino da maggio a fine agosto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rappresenta un segnale da non sottovalutare anche se sicuramente nella perdita di 20.000 unità il cattivo tempo che ha caratterizzato tutto il mese di maggio ha avuto la sua parte”. Messina evidenzia in particolare “lo scarto che si registra tra gli accessi alla Valle dei Templi e le presenze in città”, dato che questo conferma “che non si è riusciti a rendere attrattivo il centro storico di Agrigento che ha tutti i toli per essere considerato il cuore di una grande città d’arte”.

Ma il problema è nazionale. Dopo l'anno boom, il 2017, quando gli italiani scelsero - per ragioni geopolitiche internazionali - di restare in Italia, si è registrato un calo annuo del 30% nelle province siciliane, a partire già dal 2018.