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Cosa mangiare in caso di potassio alto: la dieta consigliata

Cibi sì e cibi no

Il potassio è un minerale molto importante per il nostro organismo. Tuttavia nel caso sia in eccesso può avere conseguenze pericolose per la salute. Quotidianamente ne assumiamo circa 3 grammi al dì. Nello specifico chi eccede nell'assunzione di farmaci, integratori e prodotti ad alto contenuto di potassio può andare incontro alla iperkaliemia, che va trattata con una terapia farmacologica. In caso di potassio alto nel sangue si possono accusare una serie di sintomi, i più frequenti sono i seguenti: instabilità della pressione arteriosa che può avere sbalzi, affaticamento e stanchezza non giustificata da alcun tipo di attività fisica, l'insorgenza di crampi, anomalie del battito cardiaco, in particolare l'accellerazione delle pulsazioni del cuore. In alcuni casi si può arrivare anche all'arresto cardiaco che può quindi determinare il decesso della persona.

Tra le cause principali che possono portare all'insorgenza di questo disturbo abbiamo una ridotta funzionalità dei reni, che non operano correttamente la filtrazione del sangue, per cui il potassio in eccesso si accumula, oppure la disdratazione, l'assunzione di alcuni farmaci diuretici che ne impediscono l'eliminazione oppure ancora l'assimilazione in eccesso di questo minerale direttamente nella propria alimentazione. Come detto ne fa male l'eccesso, ma il potassio svolge funzioni molto importanti: ad esempio regola la pressione arteriosa e l'attività cardiocircolatoria, favorisce la produzione di insulina. L'alimentazione può venirci in aiuto per controllare il potassio alto.

Potassio alto: l'alimentazione da seguire
Per diminuire l'assimilazione di potassio questi sono gli alimenti da evitare.
Riguardo alla frutta vanno evitate albicocche, ciliegie, pesche, avocado, banana, kiwi, mandorle, prugne, datteri, uvetta. E' ammesso il consumo di mele, pere , lampone, ananas, mirtilli e more, fatti salvi i casi in cui il potassio è molto alto.

Da evitare anche alcune verdure: lattuga, finocchi, carciofi, pomodori maturi, cavoli, rucola e barbabietole. E' consentito invece il consumo di asparagi, peperoni, zucchine e cetrioli. Carote, spinaci, broccoli, cavoli, zucca gialla possono essere consumate solo con moderazione e in ogni caso solo dopo essere state cotte mendiante bollitura.
E' opportuno anche ridurre il consumo dei legumi secchi quali fagili, piselli ceci, fave e lenticchie. Da evitare invece il riso, la pasta, il pane orzo e biscotti integrali, lievito di birra, patate e aglio.