Attualità Realmonte

Fai una foto alla Scala dei Turchi? Devi pagare un privato, come Totò

Il padrone della spiaggia bianca si chiama Ferdinando Sciabarrà

Realmonte, Agrigento - Totò, assistito dal fido Nino Taranto, riesce a vendere Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano (Ugo D'Alessio), il famoso "Decio Cavallo", alias "Caciocavallo". La scena madre del cinema italiano anni Sessanta potrebbe ripetersi, stavolta vera, e live, fra qualche mese. Non è Fontana di Trevi la location, ma la Scala dei Turchi, l'insolita spiaggia bianca più instagrammata di Sicilia, di proprietà di un privato. E ora l'amministrazione comunale di Realmonte, nell'agrigentino, ha preparato una bozza di convenzione col proprietario, con cui si concedono -per 70 anni- a Ferdinando Sciabarrà (pensionato, ex dirigente della Camera di Commercio di Agrigento) il 70 per cento dei ricavi di servizi pubblicitari giornalistici ed eventuali film, oltre che delle entrate derivanti dall'uso del brand.

L’oggetto dell’accordo prevederebbe che gli introiti (sui diritti televisivi, giornalistici, cinematografici per fini commerciali e pubblicitari, proventi per attività di merchandising, uso brand "Scala dei Turchi", realizzazione portale turistico ufficiale) siano destinati per i prossimi 70 anni al soggetto privato nella misura del 70%, mentre il restante 30% andrebbe al Comune.

Già, come in "Totò Truffa62", quando Antonio De Curtis chiedeva all'ignaro turista i diritti di copyright della Fontana di Trevi, così potrebbe accadere alla Scala dei Turchi.

C'è una questione spinosa per gli enti pubblici territoriali: se la Scala dei Turchi è di un privato, come mai la Regione ha investito 430 mila euro per la mesa in sicurezza del sito? 

In passato Sciabarrà aveva istituito un ticket di ingresso alla spiaggia, di tre euro a bagnante. Ma la falesia viva di marna bianca era già stata riconosciuta come sito di interesse comunitario ai sensi dell’art. 138 D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, che tutela i beni di interesse pubblico. La spiaggia è pubblica o privata? E la convenzione preparata dagli uffici comunali è il riconoscimento della titolarità del bene in capo all'anziano che aveva istituito il ticket di tre euro a ingresso?