Giudiziaria Vittoria

Vittoria, Giovanni Moscato: Io e quella patente di incandidabilità

L'amarezza dell'ex sindaco

Vittoria - "Il tribunale di Ragusa ha respinto il mio ricorso contro la proposta di incandidabilità che era stata fatta, come prassi vuole, dal ministero dell’Interno dopo lo scioglimento del consiglio comunale".

Ha esordito così, ieri sera, l'avvocato Giovanni Moscato, già sindaco di Vittoria, il primo di centrodestra nella storia della città, destinatario del provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose, nel luglio 2018.

"Una decisione che rammarica e ferisce per chi, come me, ha sempre agito nella legalità e nel rispetto delle leggi.

Rammarica perché sul presupposto di una indagine è stata presa una decisione iniqua. Indagine che, dopo tre anni, deve ancora arrivare alla sentenza. Per questo attendo con fiducia il prossimo 30 settembre quando, finalmente, ci sarà una pronuncia della giustizia penale sul mio operato. E sono convinto di aver agito correttamente tanto che ho chiesto il rito abbreviato per accorciare I tempi del processo, senza aggiungere ulteriori elementi difensivi.

D’altro canto tutta la mia giunta è stata considerata, invece, candidabile. Questo testimonia la correttezza e il rispetto della legalità che è stata operata dalla mia amministrazione in 24 mesi di governo della città. Ci sarà tempo e modo per analizzare le motivazioni della sentenza, nell’attesa che finalmente ci sia un giudizio sulla indagine che ha fatto scaturire I provvedimenti che hanno colpito la città e una intera classe politica. Dopo aver letto con attenzione le motivazioni del provvedimento valuteremo le azioni da portare avanti e vi terrò aggiornati. Grazie a tutti coloro che mi stanno facendo sentire la loro vicinanza".