Attualità Ragusa

Idrocarburi sversati nell'Irminio, ipotesi di un deposito risalente

E' olio vecchio di 25 anni, smosso dalla pioggia

Ragusa - Convocato dalla Prefettura, si è tenuto mercoledì 18 settembre, un ulteriore incontro con tutti gli attori interessati facendo seguito alle precedenti riunioni, ai fini di una valutazione aggiornata della situazione determinatasi a seguito dell’evento inquinante nel sito “Area Pozzo Ragusa 16”.

Presenti, i rappresentanti del Dipartimento Energia della Regione Siciliana Servizio 6, del Comune di Ragusa, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dell’Azienda Sanitaria Provinciale, dell’Ispettorato Ripartimentale Foreste, dell’A.R.P.A., dell’Ufficio del Genio Civile, della Soprintendenza BB.CC. e l’Amministratore Delegato di ENIMED, accompagnato dai tecnici che stanno operando sul sito. ENIMED, ha ribadito che a seguito di verifiche e di accurati controlli effettuati fino ad oggi sui pozzi dell’area, si può escludere che l’idrocarburo provenga dalle installazioni di produzioni in atto. Infatti dalle prime analisi chimiche condotte sull’olio che emerge sono state accertate caratteristiche di degradazione che lo collocherebbe nel tempo ad un periodo superiore a 25 anni. Alla luce dei dati attualmente in possesso, l’ipotesi più probabile è che la fuoriuscita di olio provenga da un deposito formatosi anni addietro, in cavità rocciosa calcarea e trasportata da infiltrazioni di acqua meteoriche che affiorano in corrispondenza di un punto della sponda destra idrografica del torrente Moncillè. L’ENIMED, inoltre al fine di fugare ogni possibile dubbio ed anche di approfondire le possibili cause, ha commissionato uno studio alla Facoltà di Scienze Geologiche ed Ambientali dell’Università di Catania, studio che sarà a breve disponibile e formerà oggetto di analisi in una prossima riunione.

Attualmente le operazioni di messa in sicurezza sul torrente Moncillè stanno assicurando il contenimento dell’evento e la zona interessata risulta assolutamente circoscritta e sotto controllo. Su richiesta, già emersa nella precedente riunione, l’ENIMED, viene informata tempestivamente dalla Prefettura anche sulle previsioni meteoreologiche avverse che potrebbero avere riflessi sull’evento, ha predisposto inoltre un piano di emergenza per il maltempo. Gli interventi di messa in sicurezza hanno già retto bene alle prime manifestazioni di maltempo registratesi alla fine di agosto ed il piano servirà a scongiurare che le condizioni meteo della imminente stagione autunnale possano compromettere i dispositivi di sicurezza.

L’ARPA di Ragusa segue costantemente l’evolversi dell’evento inquinante conducendo campagne di prelievi delle matrici ambientali interessate dallo sversamento di idrocarburi nell’area del torrente Moncillè prossima al pozzo “Ragusa 16” della Società Enimed.

Gli esiti delle indagini analitiche, aggiornati al 17 settembre 2019 per il pozzo Ottaviano e la Sorgente Cafeo in uso nella rete idrica del Comune di Modica, confermano i risultati dei campionamenti già svolti e consentono in atto di escludere la contaminazione da idrocarburi.
Analogamente nelle acque fiume Irminio monitorate a valle del torrente Moncillè non sono state rilevate condizioni di inquinamento riconducibili all’evento.

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Il rappresentante dell’ASP ha dichiarato che in atto le analisi sui campioni di acque effettuati non hanno dato esiti di inquinamento e tuttavia l’attività di monitoraggio e di controllo da parte dell’Azienda Sanitaria proseguirà.

A conclusione dell’incontro, nel confermare che la situazione è attentamente seguita da tutti gli attori coinvolti, si è convenuto di aggiornare il tavolo non appena sarà disponibile lo studio geologico dell’Università di Catania, al fine di metterlo a fattor comune e valutare le ulteriori iniziative.