Attualità Ragusa

Grandine a Ragusa, il sindaco Cassì: sia riconosciuta la calamità

Le bombe d'acqua sono sempre più frequenti

Ragusa - I ragusani ancora si leccano le ferite per i danni che la grandine ha causato nel centro storico della città, venerdì 20 settembre. Tre giorni dopo a parlare è il sindaco Peppe Cassì: “Non amo i commenti a caldo e la visibilità spasmodica, specie su temi di assoluta rilevanza per la città come gli importanti disagi che si sono verificati venerdì scorso in occasione della bomba d’acqua che ha colpito Ragusa con una violenza che trova pochi precedenti”.

Il primo cittadino che preannuncia una serie di provvedimenti, di seguito riportati, che l'Amministrazione comunale intende porre in essere.
“La prima comunicazione che voglio rivolgere ai cittadini riguarda il fatto che abbiamo da subito attivato l’iter per ottenere la dichiarazione di Stato di calamità naturale: la procedura prevede che il responsabile tecnico della Protezione civile predisponga una relazione dei danni da sottoporre alla Giunta, da approvare con delibera e inoltrare alla Regione; in caso di riconoscimento dei presupposti ci sarà la possibilità per i cittadini di chiedere rimborso parziale di determinati danni.
La politica però non può fermarsi a questo: riguardo in particolare alla parte bassa di via Archimede, ed ai pericoli che si ripresentano puntualmente da molti anni, abbiamo sollecitato gli uffici al recupero di un paio di progetti già realizzati ma mai eseguiti. Faremo una valutazione complessiva ed assumeremo le decisioni del caso.

Infine una considerazione di carattere ambientale: è evidente che fenomeni di questo tipo si stanno intensificando, per frequenza e violenza, negli ultimi anni. Per questo ritengo doveroso che ogni città faccia la sua parte: a Ragusa stiamo ragionando su un processo di rimboschimento del territorio e del suo tessuto urbano con piani di architettura ambientale, concetti che possono sembrare distanti dalla gestione corrente di una città ma che invece, sul lungo periodo, sono estremamente connessi”.