Benessere PH

Dieta alcalina e nutrizione: cos'è e come funziona

La dieta alcalina si basa soprattutto sul consumo di frutta e verdura

La dieta alcalina detta anche alcalinizzante è stata messa a punto da Robert O. Young nutrizionista e naturopata. Questo tipo di dieta si basa sul pH di cellule e liquidi interstiziali. I valori sono influenzati dall'alimentazione che quindi assume molta importanza. Partiamo dalla definizione. Cos'è il pH?

Il pH è una unità di misura che serve a determinare se un liquido di natura organica è acido o basico sulla scorta di una scala di riferimento che comprende valori da 0 a 14. Se ha un valore più basso di 7 è acido, se più alto invece è alcalino se pari a 7 è neutro. Se prevale l'acidità si tratta di una condizione non buona in prospettiva per la nostra salute perché nel tempo potrebbe favorire la la comparsa di patologie legate alla degenerazione cellulare. La dieta alcalina viene in ballo perché, secondo i fautori di questo regime dietetico, il nostro organismo funziona bene in condizioni di equilibrio. Pertanto bisogna agire sul pH quando è presente un eccesso di acidità per riportarlo ai livelli ottimali. Per mantenere il pH nel sangue entro valori corretti l'alimentazione riveste un ruolo fondamentale.

In questo senso è possibile distinguere tra alimenti che sono acidificanti e altri invece alcalinizzanti. Inoltre alcuni alimenti considerati acidi, attraverso delle reazioni chimiche che avvengono all'interno del corpo, diventano alcalini. Alcuni alimenti ad esempio quelli trasformati, la carne, lo zuchero raffinato, il grano, fanno sì che il nostro organismo produca acidi e ciò non costituisce un bene per la salute.

Dieta alcalina: cosa mangiare
La dieta alcalina si basa soprattutto sul consumo di frutta e verdura. Rientrano in questa dieta anche legumi, noci, semi oleosi.
Alimenti alcalini
Verdure a foglia verde quindi spinaci, cavolfiori, broccoli, sedano, cipolle e cetrioli.
Frutta tra cui in particolare uva, ananas, mele, pere, meloni, papaya, avocado, mango, mirtli, ciliegie, fragole, datteri, limoni, prugne e fichi.
Cereali integrali quindi riso integrale , grano saraceno, quinoa, amaranto e quinoa.
Il limone in particolare ha un pH acido ma una volta ingerito dà luogo a una reazione chimica basica e quindi è un alimento che ha un effetto alcalinizzante. Si consiglia di bere del succo di limone in acqua tiepida a digiuno ogni mattina.
Tuttavia va sottolineato che si tratta di una dieta piuttosto controversa, in quanto tra gli esperti non tutti ritengono che effettivamente apporti dei benefici all'organismo. Vi è pieno accordo invece circa i vantaggi che derivano dal consumo quotidiano di frutta e verdura su cui principalmente si basa la dieta alcalinizzante.

Secondo alcuni, la dieta alcalinizzante avrebbe un effetto anti-cancro. In realtà l'Airc smentisce nettamente questa informazione. Sul sito si legge testualmente: "che senso ha una "dieta alcalina" che punta ad "alcalinizzare l'organismo" dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada? Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell'organismo perché siamo costruiti per impedire che ciò accada. Si possono davvero avere benefici anticancro mangiando cibi che al di fuori dell'organismo tendono a essere basici, come alcuni frutti e alcuni legumi? A tale scopo, la risposta è no. Qualunque cibo viene infatti rapidamente in contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco, che sono molto acidi. Essi ne neutralizzano l’alcalinità, rendendo l'alimento neutro o addirittura acido prima ancora di essere assimilato".


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