Appuntamenti Ragusa

Le Vie dei Tesori apre oltre 50 luoghi a Ragusa, Modica e Scicli

Tre weekend per scoprirli, dal 4 al 20 ottobre

Ragusa - Il cuore del Barocco, il Val di Noto prezioso protetto dall’UNESCO, dove ogni palazzo, ogni balcone, ogni convento, sembra nascere dalla mano di un artista. Il RagusaShire, come lo chiamano alcuni, è alla sua seconda esperienza con Le Vie dei Tesori e coinvolge la maestosa Ragusa, la nobile Modica e Scicli, il gioiello amato dalle fiction. Saranno esperienze per viaggiatori appassionati: si “volerà” di campanile in campanile, si scoprirà dove nasce il cioccolato degli atzechi, si scenderà nelle grotte nascoste per scoprirvi un presepe. Tra l’altro, visitabili con gli stessi coupon validi per le tre città. Da venerdì 4 a domenica 20 ottobre, tre weekend da non dimenticare, con programmi che affiancano quelli delle due “capitane”: Palermo dove il festival è un appuntamento fisso da 13 edizioni e dove quest’anno aprono le porte 170 luoghi, con esperienze, eventi, passeggiate e un programma KIDS; e Catania, alla sua seconda partecipazione con 50 luoghi, e un bel programma di siti su prenotazione ed esperienze. Forte di un avvio splendido – le prime dieci città siciliane negli ultimi tre finesettimana di settembre hanno sfiorato gli 80 mila visitatori tra Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Acireale, Siracusa e Noto, Sambuca, Sciacca e Naro - LE VIE DEI TESORI ritorna dunque nel Ragusano che riparte da un “tesoretto” di 21 mila presenze lo scorso anno, con il pubblico affascinato da intarsi barocchi, chiese rupestri e palazzi sontuosi.

“Un vero tour alla scoperta di tre città che formano un percorso per viaggiatori appassionati – spiegano il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì e l’assessore al Turismo Francesco Barone che hanno presentato il festival al fianco dell’assessore comunale al Turismo di Modica, Maria Monisteri, e dell’assessore comunale alla Cultura di Scicli, Caterina Riccotti – un lavoro comune che parte dal riconoscimento dell’unicità del territorio”. I tre Comuni sottolineano non solo la collaborazione in atto tra le singole amministrazioni, ma anche la partecipazione dei giovani e dei volontari. “In tutta la Sicilia partecipano 1800 giovani, il festival cammina sulle loro gambe: sono loro a raccontare luoghi che di solito sono “muti” – interviene Laura Anello, presidente dell’Associazione le Vie dei Tesori – il Ragusano è anche una delle mete scelte per i nostri “viaggi dei tesori”.

Quest’anno il percorso è ancora più particolare, vediamolo città per città. A partire dai venticinque luoghi a RAGUSA, divisi tra la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale; e Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto), miraggio di luci e di ombre, palazzi e musei. Dove apre perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in tappe-gioiello, per veri appassionati, come per esempio le piccole cappelle rupestri (non perdete San Rocco con la sua “cona”), ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio; sant’Agata ai Cappuccini con un trittico di Pietro Novelli, o le mensole grottesche dei balconi di palazzo Zacco. Ma è già facile prevedere che il boom lo faranno le visite in notturna ai tre campanili – nel terzo ed ultimo weekend, dalle 18 a mezzanotte, un colpo d’occhio straordinario sulla vallata -, in collaborazione con le Scale del Gusto. Si potrà salire in vetta alla torre campanaria di Santa Maria delle Scale, scampata al terremoto, sotto cui c’è un fonte battesimale scolpito nella pece; o a Santa Maria dell’Itria che possiede anche una cupola ottagonale a maioliche con iris di vari colori; e trovare al Purgatorio un campanile che è separato dalla chiesa, anzi la affianca e poggia su un tratto delle mura bizantine del castello di Ragusa. Due le passeggiate che porteranno alla scoperta dei riti della vecchia Ragusa, tra santi e processioni, e alla particolarissima cava, sotto i ponti della città, tra latomie, forni per la calce, mulini e tombe protostoriche.

MODICA barocca, l’antica capitale della Contea, è pronta ad accogliere i visitatori: sembra una città partorita da un sogno ardito, con le scale che si inseguono sulle colline e poi scendono giù nei dirupi. Per questo, e per i 17 ponti che fino all’Ottocento l’attraversavano, Modica nell’edizione dell’ Enciclopedia Treccani del 1934 era definita la città più singolare d’Italia, come Venezia. Ai primi del ‘900, il fiume è diventato l’attuale corso Umberto, sono spariti i torrenti, i ponti e i 23 mulini ad acqua. Ma Modica è rimasta nello spirito la quarta città della Sicilia, come era un secolo fa, da scoprire in un viaggio lungo quindici tappe, con curiosità veramente particolari, dal Fattojo Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia dove si potrà assistere a tutte le fasi di lavorazione delle dolci tavolette; alle famose “botti” del Campailla dell’unico sifilicomio del Sud Italia, quando ancora la sifilide era una malattia da signori; e non ci si può esimere da una visita al famoso castello dei Conti, con le carceri e la cappella dei detenuti. Alla chiesa del Carmine si avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 in una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini. Nella minuscola chiesa rupestre di San Nicolò si scoprirà l’abside bizantino, mentre a palazzo Castro Polara Grimaldi sembra che il tempo si sia fermato a due secoli fa.

Ultima, ma non per importanza, quel gioiello elegante che è SCICLI, accarezzata dall’UNESCO che le riconosce il valore delle facciate storiche dei palazzi settecenteschi, l’unicità di un barocco prezioso e ancora intatto. Apriranno tredici luoghi – tra cui l’inedita grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura – con l’occhio imprescindibile alla fiction più conosciuta d’Italia: cercare il commissario Montalbano si può, il festival permetterà di scoprire alcune delle location più note, come la stanza dell’agguerrito impossibile Questore. Se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’antica farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano. A palazzo Spadaro, un attimo prima di perdersi tra le marine di Guccione, bisogna lasciarsi incantare dal “onte degli innamorati” , mentre nei “bassi” del ex convento san Michele sono stati ricostruiti i laboratori quotidiani di sartoria e cucina. Senza dimenticare le due passeggiate, che condurranno tra le chiese rupestri e alla ricerca delle più importanti committenze architettoniche degli ultimi due secoli.

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“Scopri la bellezza che ti appartiene” il claim di quest’anno ideato dall’art director Alessandro Fiore. Accarezzala, tienitela cara perché è fragile e va salvaguardata. Le Vie dei Tesori - il festival ideato e diretto da Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus e quest’anno dedicato all’archeologo Sebastiano Tusa, compianto assessore regionale ai Beni culturali - nasce da un lavoro srotolato sull’intero territorio, a cui contribuiscono Comuni, Diocesi, gli enti. La Regione Siciliana conta il festival tra i Grandi Eventi annuali dell’Isola e, per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, ha avviato un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali.