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E Padre Pio sospirò: Angiolino, a questo non posso dirgli di no. FOTO

Incontri profetici

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Una frase criptica, lanciata nel vuoto, dove ogni parola sembrava una pietra.

"Angiolino, a questo non posso dirgli di no". Correva l'anno 1962 e il vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyla, scrisse a Padre Pio. I due si erano conosciuti nel 1948, quattordici anni prima. Karol era fresco di ordinazione sacerdotale, e aveva voluto assistere a una messa celebrata da Pio da Pietrelcina, confessandosi al suo cospetto, a San Giovanni Rotondo. 

Un fatto nuovo aveva sconvolto Karol. Una sua amica e collaboratrice, Wanda Poltawska, aveva scoperto di avere un tumore. Wanda e suo marito Andrei erano diventati la sua famiglia adottiva. Karol aveva perso in rapida sequenza il papà (morto di infarto quando lui aveva 21 anni), la mamma (morta quando di anni ne aveva appena 9) e il fratello maggiore, medico. Edoardo si chiamava. 

Wanda aveva soltanto 40 anni, e quattro figlie in tenera età, e Wojtyla, il 17 novembre di quell'anno, decise di scrivere al frate cappuccino: "Venerabile padre, ti chiedo di pregare per una certa madre di quattro ragazze, che vive a Cracovia in Polonia (durante l'ultima guerra fu per cinque anni nei campi di concentramento in Germania) e ora si trova in gravissimo pericolo di salute, anzi di vita a causa di un cancro. Prega affinché Dio, con l'intervento della Beatissima Vergine, mostri misericordia a lei e alla sua famiglia. In Cristo obbligatissimo, Karol Wojtyla".

La lettera fu consegnata ad Angelo Battisti che in Vaticano era molto conosciuto perché lavorava alla segreteria di Stato. Essendo egli amministratore della Casa Sollievo della Sofferenza, era un amico di padre Pio ed era una delle poche persone che potevano avvicinarlo sempre, andando a qualsiasi ora del giorno nella sua camera. 

"Arrivato a San Giovanni Rotondo, andai nella cella di padre Pio. Gli porsi la lettera dicendo che si trattava di cosa urgente. ""Apri e leggi" disse il Padre. "Aveva la testa piegata sul petto e stava, come sempre, pregando. Aprii la busta e gli lessi la lettera. Il Padre ascoltò in silenzio senza dire niente. Quando ebbi finito di leggere quelle poche righe, rimase ancora in silenzio. Io ero meravigliato: quella lettera non conteneva niente di straordinario. Era una delle numerosissime lettere che padre Pio riceveva ogni giorno da parte di persone che chiedevano preghiere. A un certo momento, padre Pio, alzando la testa e guardandomi con i suoi occhi profondi mi disse: "Angiolino, a questo non si può dirgli di no".