Attualità Vittoria

Fava: la mafia al mercato di Vittoria

Una relazione approvata in commissione all'unanimità

Vittoria - Al mercato ortofrutticolo di Vittoria le “inerzie e inefficienze” non possono essere addebitate solo all’amministrazione comunale, sciolta per infiltrazioni mafiose dal Consiglio dei ministri, ma “ma a un contesto di interessi – anche illeciti e criminali – che hanno trasformato per lunghi anni il mercato di Vittoria e tutte le attività economiche che esso muove in un vero e proprio bottino di guerra”.

La relazione della commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Claudio Fava, è stata presentata stamattina in conferenza stampa.
Per Fava “la storia del mercato di Vittoria sembra il paradigma della Sicilia delle occasioni perdute, il mercato ortofrutticolo più importante a sud di Napoli ha garantito condizioni di sviluppo fin quando ha iniziato a somigliare al bottino di guerra delle organizzazioni criminali”. Di più: Vittoria è diventata “una terra di nessuno e di tutti, di conquista mafiosa. Abbiamo approvato questa relazione all'unanimità e non parliamo di passato ma di un presente che continua ad essere dolente".

Vittoria – osserva Fava nella relazione – “è una delle zone in cui c’è stata per molto tempo un’economia trainante e che adesso sta subendo una flessione profonda. Lo scioglimento di un Comune come Vittoria ha refluenze anche dal punto di vista simbolico e sociale sul territorio, è cosa abbastanza evidente”: al Comune la relazione contesta l’incapacità di “contrastare il sistema di interessi economici illeciti. Concreti elementi – si legge nel documento - inducono a ritenere la presenza di taluni condizionamenti da parte della criminalità organizzata sulla gestione del mercato e sulle attività commerciali e la sussistenza di inerzie, debolezze, omissione di vigilanza e controllo, incapacità di gestione della macchina amministrativa”.