Benessere Dieta a bassi carboidrati

Nutrizione: dimagrire con la dieta dell'astronauta

E' una dieta sbilanciata che non può essere seguita nel lungo periodo.

Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, questo tipo di dieta non ha a che fare con gli astronauti, sebbene corre voce che sia stata messa a punto negli anni 60' dai nutrizionisti della Nasa per migliorare l'assimilazione dei nutrienti degli astronauti nel corso delle missioni nello spazio. Conosciuta anche come dieta a punti, la dieta dell'astronauta rientra tra i regimi alimentari low carb, che quindi prevedono una forte riduzione dei carboidrati, non si contempla invece il consumo degli zuccheri. Il nome dieta a punti lo si deve al fatto che questa dieta prevede di assegnare un punteggio ad ogni alimento. La ripartizione di questo regime alimentare iperlipidico prevede l'assegnazione dei nutrienti secondo queste percentuali: 30% circa di carboidrati, 45% di lipidi e 25% di proteine. In sostanza tradotta sul piano pratico questa dieta prevede l'eliminazione della maggior parte degli alimenti contenenti carboidrati e quindi pane, pasta riso, cereali e la limitazione della frutta e della verdura ricca di amido, ad esempio patate e carote, e degli alimenti che hanno molto sale, invece viene incrementato il consumo di alimenti contenenti molti grassi, quali salsiccia, burro e formaggi grassi. Via libera anche al consumo di pomodori, uova, funghi, cetriolini, zucca, insalata, broccoli, carne di pollo e pesce. Nell'arco di una giornata non bisogna quindi superare i punteggi assegnati ai vari nutrienti. Si tratta di una dieta molto criticata perché la ripartizione dei nutrienti non corrisponde a una dieta sana ed equilibrata, in quanto l'apporto dei grassi è molto elevato, mentre la percentuale dei carboidrati non si concilia con uno stile di vita sano. Si tratta quindi di una dieta sbilanciata che non può essere seguita nel lungo periodo.

Dieta dell'astronauta: perché funziona
L'assunto di base su cui si basa la dieta dell'astronauta è quello secondo cui i grassi si assimilano in misura minore se l'apporto dei carboidrati viene limitato. In particolare nelle diete low carb è noto il fenomeno per cui l'organismo non potendo attingere l'energia dai carboidrati che vengono fortemente ridotti, andrà a "saccheggiare" le riserve di grasso. In tal modo quindi è possibile perdere peso. Tuttavia l'utilizzo dei grassi quale fonte energetica è una modalità impropria che non corrisponde al fisiologico funzionamento dell'organismo. I grassi pertanto verranno trasformati nei corpi chetonici, ovvero dei composti che derivano proprio dalla trasformazione dei grassi in elementi simili agli zuccheri. Soltanto in questo modo quindi l'organismo può andare ad assimilare l'energia dai grassi.

Dieta dell'astronauta: esempio di schema settimanale
La dieta dell'astronauta permette di perdere fino a 10 chili in due settimane. Perché la dieta funzioni al meglio è necessario bere almeno due litri di acqua al giorno ed è consigliabile bere almeno una tazza di tè verde tra un pasto e l'altro. Vanno evitati invece gli alcolici. Prima di iniziare una dieta restrittiva di questo tipo è fondamentale parlarne al proprio medico di famiglia. Anche in caso di parere favorevole è sempre bene farsi seguire durante la dieta dalla figura di un esperto, quale un nutrizionista o un dietologo.
Lunedì
colazione: un panino di circa 60 grammi e un caffè amaro. Questa colazione andrà seguita anche negli altri giorni.
pranzo: due uova con spinaci
cena: uno yogurt greco accompagnato frutta fresca ed una manciata di frutta secca.
Martedì
Pranzo: 200 grammi di formaggio emmenthal accompagnato da qualche carota
Cena: Insalata mista condita con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e 250 grammi di pesce arrostito.
Mercoledì
Pranzo: pollo alla griglia accompagnato da verdure grigliate e condite con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva.
Cena: Due uova sode con carote
Giovedì
Pranzo: una bistecca ai ferri (in alternativa va bene anche di seitan o di tofu) ed un’insalata mista condita con due cucchiaini di olio extra vergine d’oliva;
Cena: Uno yogurt greco con frutta di stagione e una manciata di frutta secca.
Venerdì
Pranzo: insalata di pomodori e carote con due uova sode. Come condimento utilizzate un cucchiaino di olio extra vergine d’oliva.
Cena: pesce arrostito con delle verdure grigliate.
Sabato
Pranzo: 250 grammi di prosciutto di tacchino con insalata mista condita con due cucchiaini di olio extra vergine d’oliva.
Cena: due uova sode con spinaci.
Domenica
Pranzo a scelta libera ma senza esagerare.
Cena: bistecca ai ferri (va bene anche se di seitan o di tofu) accompagnata da insalata mista. Come condimento utilizzate un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva.

La dieta dell'astronauta: valutazione
La dieta dell'astronauta presenta una percentuale di grassi eccessiva e vieta alimenti importanti per la salute, quali i cereali. Inoltre non prevede un programma di mantenimento, per cui dopo aver perso qualche chilo di troppo sarà difficile mantenere il peso forma. Se si reintroducono gli alimenti a base di carboidrati, quindi pane e pasta, si può andare incontro all'effetto yo-yo, per cui si riprenderanno rapidamente i chili persi con questa dieta. Oltre a ciò non si fa riferimento all''attività fisica ma considerando l'apporto scarso dei carboidrati, mal si concilierebbe con un regime alimentare di questo tipo.