Attualità Modica

A Modica il biogas va a tutto gas

La vicenda dell'impianto di biogas. I protagonisti, l'iter amministrativo, l'investimento

Modica - Al Comune di Modica un’iter autorizzativo può essere anche veloce e spedito. Già, perché tra pareri, osservazioni, distinguo e precisazioni in poco meno di un anno si riesce ad approvare persino la costruzione di un complesso impianto di produzione di biogas derivante da fonti rinnovabili. I toni? Felpati

Il caso riguarda la realizzazione di un impianto per la produzione e distribuzione di biometano ottenuto da biogas prodotto dalla digestione anaerobica di matrici di origine vegetale e zootecnica.

A cosa servirà il biometano prodotto? Sarà destinato ad essere impiegato come carburante per gli autostrasporti e sarà immesso nella rete come biometano avanzato.

Sessantamila metri quadrati per un innovativo impianto di biogas, in contrada Bellamagna
Zimmardo. Siamo nella splendida campagna modicana, perimetrata dai muretti a secco, lungo la strada che costeggia la vecchia provinciale Modica-Pozzallo.

Si diceva, del rilascio del titolo autorizzativo che tanto sta facendo discutere le comunità di Modica e Pozzallo. Per autorizzare la realizzazione del progetto che prevede circa 8 milioni di euro di investimenti, il Comune di Modica ha attivato la procedura della Conferenza di servizi, strumento propedeutico a raccogliere i pareri degli enti preposti. Il 15 luglio del 2019, a distanza di 11 mesi dalla presentazione del progetto, il Suap del Comune di Modica autorizzava l’impianto alla Biometano Ibleo. Dopo qualche giorno, l’Ente rilevava la necessità di dovere annullare il provvedimento per non meglio specificati “aspetti formali non congrui con le finalità proposte” e autorizzava nuovamente l’impianto in via definitiva l’8 Agosto 2019. Stavolta dichiarando la pubblica utilità, l’indifferibilità e l’urgenza dell’intervento.

Titolare dell’innovativo progetto è la Biometano Ibleo arl, amministrata da Michele Leocata, apprezzato e avveduto imprenditore avicolo. La maggioranza è invece dalla catanese Sicilian Biogas Refinery che detiene il 60% delle azioni, mentre il 35% appartiene a due società modicane, appartenenti alla famiglia Leocata e il restante 5% ad una società di Messina.

La Sicilian Biogas Refinery è un’azienda leader nel settore. Tra i proprietari, con il 30% delle azioni, figura Giovanni La Via, già europarlamentare di Forza Italia fino alla primavera scorsa e già Assessore del governo regionale quando il Presidente era Totò Cuffaro e confermato nella Giunta Lombardo, molto attivo a Bruxelles su tematiche legate all’ambiente.

Sette vasche di digestione da 32 metri di diametro, torri da 8 metri di altezza, un traffico viario generato da migliaia di mezzi annui per consentire alla stazione di immettere il biometano nella rete redditizia del metanodotto della Snam. L’impianto viene dichiarato per la produzione standard di 499 metri cubi per ogni ora. A regime, per analogia di impianti, il ricavo prodotto potrebbe aggirarsi sui due milioni di euro l’anno. Un’affare, ma anche un’opportunità per la chimica green. Il biogas può proporre una strategia di riduzione dei costi delle materie prime. Efficienza nell’uso del suolo, capacità di adattarsi alle diverse vocazioni agro-ecologiche dei territori agricoli, mantenendo l’attitudine dell’azienda agricola a produrre per più mercati.

Si diceva del Metanodotto. Dove si trova? A chiedersi l’esatta ubicazione del metanodotto e l’allaccio della rete allo stesso, il 4 marzo del 2019, è il rappresentante del Libero Consorzio comunale di Ragusa, che però non avrà alcuna risposta da parte del progettista. Altra nota il 17 dicembre del 2018. Questa volta a scrivere è la Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Ragusa. Chiede al Comune di Modica di avere notizie circa l’indizione della conferenza di servizio per il rilascio del conseguente parere imposto dalle norme di attuazione del Piano Paesaggistico. Niente invito, niente parere, niente assenso.

La Soprintendenza ci riprova. Questa volta scrive direttamente il Soprintendente, l’architetto Giorgio Battaglia. Avendo appreso dell’approvazione del progetto, il 14 novembre scorso, indirizza una nuova lettera a Palazzo San Domenico con la quale chiede copia della tavola grafica ubicativa dei lavori autorizzati dell’impianto di biogas.

Non è tutto. Chi reclama nella vicenda per non essere stato chiamato ad esprimersi, è anche il Consorzio Stradale proprietario dell’arteria, cui spetta garantire la fluidità e la sicurezza della circolazione. Il Consorzio avrebbe voluto rappresentare, ove avesse partecipato anch’esso alla conferenza di servizi, l’impatto che il previsto aumento del traffico pesante avrebbe avuto sulla strada. Tale istruttoria ha indotto il Consorzio a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania.

Il coro di proteste si alza anche da Pozzallo, città lambita geograficamente dall’impianto. Il 24 ottobre 2019 la Giunta autorizza il sindaco a costituirsi avanti al Tar di Catania avverso il provvedimento del Suap del Comune di Modica. Nella delibera si rileva “come le problematiche ambientali rappresentino una priorità per l’Amministrazione comunale” e si incarica l’Avv. Giuliano Corrado del foro di Siracusa. Circostanza strana, il Comune di Pozzallo non presenterà nessun ricorso, optando invece per un gerarchico ricorso al Presidente della Regione.

Insomma, per combattere il logorio della vita moderna, come diceva un antico carosello di un digestivo al carciofo, affidiamoci alle virtù salutari del biogas, nostro fedele alleato.

Nella foto, i fratelli Leocata (a destra Michele) e Giovanni La Via.