Benessere Buddha Diet

Buddha a tavola, come dimagrire con la dieta dei monaci

Uno dei principi di questa dieta è di mantenere un intervallo di massimo 9 ore tra i pasti

La dieta di Buddha o Buddha Diet, più che un regime dietetico vero e proprio, è da intendersi come una sorta di vademecum su come sviluppare un rapporto armonioso, appagante e gioioso col cibo. Detto in sintesi, conciliare gli insegnamenti di Buddha facendoli dialogare con le ultime acquisizioni della ricerca, in particolare riguardo ai benefici che si possono ottenere col digiuno intermittente. Basti pensare che Buddha imponeva l'ultimo pasto della giornata ai discepoli alle ore 12, in quanto intuiva che mangiare a tutte le ore o la sera, non era una buona idea. Naturalmente presa alla lettera. Al giorno d'oggi una simile scansione dei pasti non sarebbe ripetibile, per cui la dieta del Buddha va attualizzata e contestualizzata tenendo conto dei ritmi moderni e frenetici del mondo d'oggi. In questo senso uno dei principi di questa dieta è di mantenere un intervallo di massimo 9 ore tra i pasti. Ad esempio si potrebbe iniziare con la colazione alle 9 del mattino e chiudere la giornata alle 18 con un secondo pasto. Lo scopo è di evitare tentazioni pericolose per la linea, come gli snack e le merendine dopo cena davanti alla tv che possono vanificare la dieta e hanno un effetto negativo anche sui ritmi circadiani e quindi possono scombussolare i ritmi di sonno e veglia.

Dieta buddista: caratteristiche
I primi risultati sono visibili già dopo i primi 5-7 giorni. In una settimana si possono perdere fino a 4 chili. La dieta quotidiana non va oltre le 1000 calorie. Fondamentalmente si tratta di una dieta molto restrittiva perché gli alimenti ammessi sono: riso, frutta verdura e una tisana da bere tre volte al giorno. Questa tisana è costituita da piante ed erbe aromatiche che hanno un effetto purificante, drenante dimagrante ed energizzante. Contiene: aloe vera, te verde, citronella, tulsi, antiossidanti, erbe aromatiche, petali di fiordaliso. Non è ammesso alcun tipo di condimento, neanche olio di oliva nè tantomeno il sale. Sono vietati anche carne, pesce, latte e latticini. In alternativa per rendere i piatti più gustosi è possibile utilizzare della salsa di soia oppure il gomasio, un condimento molto usato in Asia composto da sesamo tostato e tritato e da sale marino fino.

Lo schema da seguire è piuttosto semplice: si prevede l'utilizzo esclusivo di riso, verdure e frutta. Si tratta di una dieta ipocalorica molto restrittiva che fa perdere peso, ma che può portare a problemi di salute se non la si segue sotto stretto controllo medico. Di solito dura per un periodo di una-due settimane. La riduzione drastica delle calorie è vero che comporta una perdita di peso, ma non si tratta di un dimagrimento duraturo perché quando si torna a mangiare normalmente si tende a riprendere i chili persi. Un regime di questo tipo può funzionare per l'appunto se si segue uno stile di vita simile quello dei monaci buddisti, che possiedono un fisico corroborato dagli esercizi fisici e dalla pratica della meditazione. Di conseguenza, anche se riadattata alla maniera occidentale, non può di certo sortire i medesimi risultati.

Questo il menù di una giornata tipo
Colazione: una o due porzioni di frutta.
Pranzo: un piatto di riso e una porzione di frutta
Cena: riso con verdura cotta ad esempio con i broccoli e un frutto. Come condimento utilizzare la salsa d soia.
Come cottura si dovrebbe prediligere quella al vapore, inoltre tra un pasto e l'altro, va bevuta la tisana.
Dieta buddista: controindicazioni
La dieta buddista è controindicata in caso di anemia, tenia e pressione bassa. Chi sta seguendo una terapia a base di farmaci anticoagulanti e ipoglicemizzanti per via orale dovrebbe evitare del tutto questa dieta, anche la sola tisana dei monaci buddisti, in quanto potrebbe avere delle interazioni con i farmaci che si stanno assumendo.