Attualità Modica

San Martino a Modica Alta

Architetture sacre e strutture sanitarie, bellezza nascosta

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Modica - La ricorrenza della Festività di San Martino è stata l’occasione a Modica per puntare i riflettori dell’attenzione sulla parte alta della città e grazie alla “Società Carlo Papa” ed all’ Associazione Ma.Ter, con il patrocinio del Comune di Modica, il giorno 23 novembre si è svolta una interessante manifestazione (già prevista per il giorno 11 novembre, ma obbligatoriamente rimandata per l’allerta meteo rossa ) che ha accompagnato i partecipanti in luoghi di tanta bellezza e storia, nascosta e dimenticata.
Il raduno si è svolto nello spazio antistante la Chiesa di San Martino (di proprietà dell’ASP) perché chiusa ed attualmente non accessibile.

Nella Chiesa di San Ciro (proprio di fronte San Martino) struttura tanto preziosa quanto poco conosciuta,  Giorgio Casa, presidente della Società Carlo Papa ha presentato l’iniziativa (nata su progetto di Clementina Papa dell’Associazione Ma.ter.) che ha tratto spunto dalla ricorrenza del Santo per raggiungere un triplice obiettivo: fare luce sul culto di San Martino a Modica (come testimoniato in un riquadro del cinquecentesco Polittico di San Giorgio che riporta l’episodio del mantello e dalla Chiesa dedicata a San Martino annessa al vecchio ospedale); poi ricordare le belle pagine di storia socio-sanitaria scritte in pochi grandi palazzi della parte alta della città: la Chiesa di San Ciro con gli attigui spazi del “Reclusorio delle Vergini dell’Addolorata” (voluto dalle sorelle Grimaldi), l’Albergo dei Poveri, l’“Ospedale degli Onesti” ed infine l’Ospedale San Martino. (Tutte istituzioni caratterizzate dalla presenza delle Suore di San Vincenzo de’ Paoli, ricordate in un quadro all’interno di San Ciro). Infine l’iniziativa ha inteso riprendere e sostenere un lavoro culturale di Anna Caschetto, portato avanti da vari anni, di sensibilizzazione per la riapertura della Chiesa di San Martino come Auditorium.

Dopo una breve passeggiata per un tratto del Corso Regina Margherita fiancheggiato da Palazzi Storici di grande imponenza in cui attuali lavori fanno intravedere periodi di nuova vita, il gruppo degli intervenuti ha raggiunto la Chiesa di San Nicola ed Erasmo. (Questa di proprietà del Comune ed utilizzata per scopi culturali). Qui, dopo il saluto della signora Maria Di Martino Presidente dell’Associazione Ma.ter che ha richiamato la prestigiosa attività intrapresa dalla presidenza della Carlo Papa a favore della rinascita di Modica Alta, la prof.ssa Fernanda Grana, D.S. dell’I.C. Giacomo Albo-Giovanni XXIII ha presentato un lavoro che da vari anni conduce nella Scuola sul rapporto tra “centro storico e quartieri nuovi della città” per “mettere in relazione” le giovani generazioni con le proprie radici culturali e non solo attraverso la semplice conoscenza di personaggi, luoghi e tradizioni (da Santa Deodata e Santa Lucia a Girolama Grimaldi, dall’Eccidio degli Ebrei del 1474 ai Palazzi Storici) ma anche con metodologie di presa emozionale sugli alunni come l’invito di esperti la cui immagine si lega ai personaggi, con drammatizzazioni e visite nei Palazzi e nelle Chiese, con la realizzazione di brochure e pubblicazioni, con l’evento dei “Luoghi della Poesia” ed anche con il progetto di piattaforma dei siti Unesco del Val di Noto, veri scrigni di memorie.

Poi sulla Chiesa di San Martino, vero focus della serata, Anna Caschetto ha presentato un video con immagini riprese in occasione di un’apertura straordinaria per una Mostra nel giorno di San Martino di venticinque anni fa (oggi preziose perché attualmente non è possibile accedervi) attraverso le quali ha illustrato i cenni storici ed il valore artistico dell’immobile, originariamente Monastero e Chiesa delle Carmelitane Scalze di Santa Teresa d’Avila. Nella ricostruzione del post terremoto del 1693 ci fu anche l’intervento del Gagliardi. Nel 1909 divenne Ospedale Maggiore e la Chiesa era utilizzata anche dagli ammalati per assistere alla Messa dal Coretto. Per gli intervenuti è stata l’occasione della scoperta di un altare con colonne tortili binate ed un ricco apparato decorativo di stucchi anche nel soffitto con effetti di singolare bellezza come si potrà ammirare nella galleria fotografica. Ed Anna Caschetto ha anche ricordato il Portale della Cappella all’interno dell’Albergo dei Poveri, la cui immagine fa da copertina ad una interessante ed ormai rara pubblicazione del dott. Giorgio Cavallo dal titolo “L’Ospedale degli Onesti” edita nel 2008 dall’allora A.U.S.L.7 di Ragusa.
Come ultima relazione prevista l’arch. Saro Guarrella ha presentato un’antica pianta topografica di Modica Alta del 1839, opera dell’arch. Salvatore Toscano di Catania che operò a Modica ed un’altra pianta catastale del 1877. Poi ha illustrato in maniera molto esaustiva la Chiesa di San Nicola presentando il quadro di San Giuseppe di Salvatore Lo Forte (ritrattista e pittore di soggetti sacri) purtroppo rimasto danneggiato per le successive infiltrazioni d’acqua e la cattiva conservazione in seguito ai danni per lo scoppio di una bombola nella retrostante Società Carlo Papa.

L’architetto ha infine ricordato gli altri quadri presenti nella Chiesa e cioè il Martirio di Sant’Erasmo, quello di San Nicola e San Benedetto e quello di due Santi Teresiani. Non si conserva il quadro dell’Altare Maggiore. Anche la facciata della Chiesa è opera dell’arch. Toscano insieme all’arch. Solarino.

Come bilancio della serata, l’assessore alla Cultura Maria Monisteri ha dimostrato vivo compiacimento per la realizzazione dell’iniziativa culturale nata dalla sinergia di varie associazioni tra di loro e con il territorio ed ha particolarmente apprezzato lo stile di collaborazione che permette di raggiungere risultati insperati.
A suggello dello stile della serata, di memorie storiche, collaborazioni, tradizioni e condivisioni, gli intervenuti hanno potuto gustare le frittelle (naturalmente offerte da Dolcerie e Pasticcerie di Modica Alta ) accompagnate da un bicchiere di vino novello.