Lettere in redazione Scicli

Se un bus dell'Ast viaggia senza assicurazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Scicli - In realtà non ci credevo neanche io quando la mia avvocata, la dott.ssa Elisa Morana, il pomeriggio del 24 novembre dello scorso anno mi chiama per avvisarmi che il mezzo dell’Ast che mi ha tamponata due giorni prima a Scicli, in via Nazionale, non è coperto da assicurazione. Mi era difficile pensare che l’unica azienda siciliana dei trasporti che, quotidianamente fa salire a bordo i cittadini, soprattutto studenti, per spostamenti anche lunghi possa non avere la copertura assicurativa.
La perplessità, dopo quella telefonata, che ha impegnato la mia mente tutta la giornata è stata:
- come posso rivendicare il legittimo risarcimento danni? considerato che sin dall’inizio non vi era alcun dubbio che la totale responsabilità dell’incidente era dell’autista dell’Ast.

Sono stata tamponata nella parte dello sportello posteriore lato guida e nel bagagliaio perché il bus non ha rispettato il segnale che obbliga a la precedenza. E come se non bastasse il conducente, con prepotenza, ha opposto resistenza quando ho chiesto di avere tutti i dati, ai fini del risarcimento. Ottenuti solo dopo che alcuni sciclitani hanno invitato l’autista a consegnarmeli. Io, con telefonino in mano, ho scattato il reportage di quello che rimaneva del lato posteriore della mia auto e del luogo dell’impatto. Voi vi chiederete perché in tutta questa storia non sono intervenute, al momento dell’impatto, le Forze dell’Ordine. E’ presto detto: tutte le pattuglie erano impegnate agli ingressi degli studenti nelle scuole e pattugliamento del territorio.

Quattro mila euro il danno rilevato dal mio carrozziere, tremila quello dell’officina indicata dall’Ast. Dopo avere presentato i preventivi, l’Azienda siciliana Trasporti si è dileguata.
La mia avvocata, tramite pec, ha tentato in ogni modo di risolvere in via stragiudiziale la vicenda, inviando all'Ast delle diffide di risarcimento e persino una richiesta di negoziazione assistita, visionate dagli uffici di Palermo e Modica ma nessuno dell’Ast era disposto a risarcire un danno provocato da un proprio mezzo privo di assicurazione.

Quando abbiamo capito che l’Azienda dei Trasporti sarebbe sfuggita alle proprie responsabilità, dopo avere sottoposto all’esame di tre periti la mia auto, dopo avere reso dichiarazioni sulla dinamica, dopo che è stato anche sentito il mio testimone, il collega giornalista Peppe Savà, capo ufficio stampa del comune di Scicli che, al momento dell’impatto si trovava vicino al municipio, luogo del sinistro, abbiamo intrapreso l’unica via che mi avrebbe consentito il riconoscimento del danno cagionato dall’Ast: l'accesso al fondo vittime della Strada.

Proprio in questi giorni, dunque, dopo circa un anno di attese, ho percepito l’assegno che mi riconosce di essere parte offesa e di avere dunque subito un danno considerevole: l’importo che soddisfa l’entità del danno, comprende anche le spese legali. La mia avvocata, Elisa Morana, ha con tenacia insistito per consentire il giusto riconoscimento, non escludendo tutte le possibilità previste dalla legge, ai fini del totale indennizzo. Ci siamo riuscite ma non con l’Ast, che ha dimostrato la totale indifferenza rispetto a un fatto così grave.

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Del caso che merita un’attenzione, a mio parere, particolare sono stati informati il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, con i quali mi sono interfacciata in modo diretto, considerato il rapporto che ci lega ai fini professionali.
Quel che faranno non è dato sapere ma è giusto che sappiano. Che sappia la gente, chi paga le tasse, chi è onesto e i genitori che tutti i giorni affidano ai mezzi pubblici i loro figli per andare a scuola.