Economia Comiso

Continuità territoriale, si per Trapani, stop, momentaneo, per Comiso

Coup de theatre ad alta quota

Continuità territoriale, si per Trapani, stop, momentaneo, per Comiso

Comiso - Il mistero dei cieli.
Niente continuità territoriale per l’aeroporto di Comiso. Almeno per ora. La Regione sembra volere seguire solo l’interesse dell’aeroporto di Trapani, quasi dimenticando lo scalo ibleo.

L’attività delle rotte onerose varata dal primo Governo Conte a firma dell’ex Ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli e che aveva destinato agli scali di Trapani e Comiso 48 milioni di euro per gli anni 2020-2022, subisce uno stop procedurale, ma solo per lo scalo di Comiso.

Motivo? Il Ministero dei Trasporti ha sdoppiato i percorsi amministrativi delle due società di gestione degli scali di Trapani e Comiso, attivando solamente i 32 milioni destinati a Trapani. Iter condiviso dal Governo regionale. Nel silenzio generale.
Un coup de theatre ad alta quota che merita delle spiegazioni alla luce dei tanti chiacchieroni regnanti che in questi giorni si sono affannati nelle clericali annunciazioni di buone notizie contro il caro tariffe aeree.
L’ultima e decisiva conferenza di servizi si è svolta due giorni fa negli uffici del Dipartimento Infrastrutture della Regione siciliana, alla presenza dell’Assessore Marco Falcone, dei rappresentanti del Ministero dei trasporti, del Comune di Trapani. Adesso si attende solo la procedura di gara per Trapani. La documentazione, infatti, passa alla Commissione europea che procederà con la pubblicazione del bando per il tramite dell’Enac.
Un percorso anomalo e inedito, che taglia fuori lo scalo di Comiso. Nessuno sa spiegarsi cosa sia accaduto. Il Comune di Comiso continua a recitare un ruolo passivo e decentrato rispetto a quanto invece ha fatto il comune di Trapani. Questo è il risultato. A Trapani si volerà in continuità territoriale a breve, a Comiso no. Tutto ciò stride con quanto narra, invece, il decreto ministeriale la cui ratio è quella di imporre gli oneri di servizio pubblico su alcune rotte da e per gli aeroporti di Trapani e Comiso.

Per comodità di comprensione, qui di seguito la nota del Mit del luglio scorso.
“...il decreto è necessario per assicurare la continuità territoriale aerea siciliana attraverso servizi aerei che siano adeguati, regolari, continuativi e da svolgersi con voli di linea. Gli oneri di servizio diventeranno obbligatori dal 29 marzo 2020. Saranno soggette a oneri di servizio pubblico le rotte da Comiso a Roma Fiumicino e Milano Linate e viceversa, da Trapani a Trieste, Brindisi, Parma, Ancona, Perugia e Napoli e viceversa. Per ogni singola tratta il vettore dovrà garantire all’utenza frequenze minime, orari e un numero minimo di posti. Il decreto prevede anche le tariffe massime da applicare per tutto l’anno su ciascuna rotta onerata, sia per i residenti in Sicilia che per i non residenti.”
“Per assicurare la continuità territoriale da e per gli aeroporti di Comiso e Trapani - sottolinea la nota del Mit - si è stimato un fabbisogno finanziario massimo complessivo di 48.373.020,30 euro, di cui 31,057 milioni di euro a carico dello Stato e 17,315 milioni a carico della Regione Siciliana, indispensabile per far fronte agli obblighi di compensazione nell’eventualità si debba procedere all’aggiudicazione del servizio per il triennio tramite gare pubbliche, per mancata presentazione di accettazione da parte di un vettore senza compensazione e senza diritti di esclusiva”. 


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