Cultura Scicli

La miniera di Gesso di Imbastita, a Scicli

Un tesoro sotterraneo

  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/23-12-2019/1577106821-la-miniera-di-gesso-di-imbastita-a-scicli-1-500.jpg
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/23-12-2019/la-miniera-di-gesso-di-imbastita-a-scicli-100.jpg
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/23-12-2019/1577106821-la-miniera-di-gesso-di-imbastita-a-scicli-1-240.jpg

Scicli - Un tesoro sotterraneo, una miniera di gesso, in contrada Imbastita, a Scicli, nella periferia che da via Gesso e via Stazzonai, appunto, porta verso Sampieri. 

Una relazione di Silvio Cassarino, dirigente della Sovrintendenza di Ragusa, svela un mondo inedito. 

Singolarità geologica, cui fa da contrappunto un impianto di archeologia industriale unico non solo in provincia di Ragusa, ma anche nel comprensorio ibleo: una miniera di gesso con relativo impianto di calcinazione.
Geologicamente, la collina della Croce è tagliata da un'importante struttura tettonica che mette quasi allo stesso livello i calcari ragusani con le marne argillose tardo-mioceniche; in questi ultimi livelli sono presenti grosse lenti di gesso che in altre zone della provincia si ritrovano anche a notevole profondità. In tutti gli Iblei si conoscono solo tre punti dove la formazione viene a giorno; a Rosolini, a Scoglitti e qui a Scicli.
Il gesso, annoverato fra i materiali edili sin dall’antichità, viene prodotto dalla cottura in forni e quando la pietra si sgretola viene polverizzato. Nel Medioevo per il diffondersi di nuove tecniche costruttive se ne inizio a richiedere una maggiore produzione e per non fare arrivare il prodotto da Licodia o dall’area nisseno agrigentina si iniziò lo sfruttamento locale.
Il primo documento in cui si parla di cave di gesso è un testamento redatto dal notaio Vaccaro il 22-10-1614 dove il Magnifico Geronimo La Torre, cavaliere gerosolomitano e tesoriere della città, assicura alla figlia Clara in eredita fra i tanti beni un censo bullare pagato da Angelo Garofalo per una “Pirrera di Gesso” posta sulla collina di Scicli (Colombo e Giallongo, 2018).
A quel tempo il gesso affiorava sulla Collina dell’Imbastita e quindi non c’era bisogno di cavarlo in profondità.
Sul finire del XIX secolo però il filone si esaurì ed essendo forte la richiesta la famiglia Firullo, che ivi abitava, iniziò a cercarlo in profondità.
Dapprima con una grotta incavata e poi sempre più in profondità, una decina di metri dal piano campagna, che si potevano raggiungere con una discenderia da cui si dipartivano varie gallerie. Il metodo di coltivazione utilizzato era il così detto pilastri e riempimenti in cui le camere svuotate dal prezioso minerale venivano riempite dalla roccia di abbattimento esausta.
A quel tempo lavoravano tre picconieri e due manovali con il compito di portare via il gesso estratto per la cottura. In superficie una sola fornace, ma vista la crescente richiesta se ne affiancò un’altra e li si aggiungevano almeno altri due operai.
I primi rilievi risalgono al 1894, successivi alla legge mineraria che il Regno si era data nell’anno precedente, ma non sono minerariamente precisi.
Altri rilievi furono fatti agli inizi del XX secolo e la documentazione più completa risale al 1928 (obbligati dal R.D. 1443 del 29-7-1927 Norme di polizia mineraria del Regno).
Alla miniera di via Gessi dei Firullo, il cui accesso è praticamente a ridosso della S.P. per Sampieri, se ne affiancarono altre due, più in alto di quota, di proprietà Fichera-Galazzo-Lucenti; erano gallerie lineari con qualche diverticolo laterale, meno profonde e meno produttive.
Per facilitare la lavorazione fu chiesto l’uso della polvere pirica nel 1945, ma fu negata. Nel frattempo attraversando un’area particolarmente fratturata si era formata una grossa sorgente e nei periodi invernali divenne difficile lavorare essendo le gallerie sempre allagate; dapprima si canalizzarono le acque portandole verso i Cappuccini, ma nel 1952 la miniera entrò in crisi e nel 1955 dichiarata al Distretto Minerario inattiva fu chiusa.
Oggi oltre una porticina che dà accesso alla discenderia ed alla miniera allagata, rimangono i resti delle due fornaci che, seppur modeste, sono un importante esempio di archeologia industriale.
Si ricorda infine che a ridosso di via Calabria l’ex cava A.B.C.D. mostra lenti di gesso a conferma dell’estensione in profondità della formazione geologica.

L'interesse dei geologi

Sarebbe utile acquisire gli elementi per una prima di valutazione dei vari interessi (geologici, storico-antropici, di archeologia industriale, ecc.) che possono motivare la proposta di geosito dell’area delle miniere di gesso di Scicli, e predisporre le schede da inviare all’Assessorato al Territorio e Ambiente.

In tal senso i geologi che si stanno occupando del caso ritengono sia necessario un sopralluogo, previa acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie, che verrebbe condotto dal Dott. Rosario Ruggieri, membro della Commissione tecnico-scientifica dei geositi della Regione Sicilia, con il supporto del CIRS - Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa. Questo Centro operante nel territorio da 45 anni, ha già proposto come geosito la Grotta Inferno, nel territorio di Cattolica Eraclea (AG), per la sua importanza storica quale miniera di gesso di età romana. Difatti il gesso estratto dalla suddetta cavità per le sue caratteristiche di trasparenza e di poter essere lavorato in sottili strati (da cui il nome Lapis specularis), veniva utilizzato in sostituzione dello vetro (in quanto meno costoso) nelle finestre delle abitazioni delle ville romane (vedi Pompei). Questa cavità, in virtù di tale segnalazione, è stata inserita fra i siti di interesse geologico di prossima istituzione come geosito nella GURS 38/2016. Ed è quello che si auspica per l’areale delle miniere di gesso di Scicli con gli elementi che potranno scaturire dall’anzidetto sopralluogo.

Il geosito

Una località, area o territorio, per essere istituita come geosito, illustra il Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia Giuseppe Collura, deve possedere delle particolari peculiarità e singolarità geologiche e geomorfologiche. Tali siti a livello nazionale, sono catalogati all’interno dell’inventario nazionale dei geositi italiani, gestito dal Servizio Geologico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), il quale ne sostiene le iniziative per la loro tutela e valorizzazione.
In Sicilia la L.R. 25 del 11 aprile 2012, definisce le “norme per il riconoscimento, al catalogazione e la tutela dei Geositi in Sicilia”; con successivo decreto ARTA n. 87 del 11 giugno 2012, vengono definite il Catalogo Regionale dei Geositi della Sicilia, il Centro di Documentazione dei geositi e la Commissione Tecnico-Scientifica dei Geositi (CTS) e infine con decreto ARTA n. 289 del 20 luglio 2016 sono state approvate le “Procedure per l’Istituzione e norme di salvaguardia e di tutela dei geositi della Sicilia e l’elenco dei “Siti di interesse geologico”, primo passo per far si che un sito possa successivamente essere istituito come geosito.
Considerato che le peculiarità e le singolarità geologiche sono alla base della classificazione di un geosito, l’istituzione di nuovi geositi è una tematica supportata e promossa dall’Ordine dei Geologi di Sicilia mediante escursioni, seminari, convegni su base regionale, mirati a far conoscere e a invogliare gli enti a tutelare e a rendere fruibili tali siti.
La miniera di Gesso di Scicli di contrada Imbastita, afferma il Tesoriere dell’Ordine dei Geologi di Sicilia Massimo Petralia, è un sito che sicuramente per le sue peculiarità geologiche e di archeologia industriale, presenta le caratteristiche per essere inserito a pieno titolo nell’elenco dei Siti di Interesse Geologico, per poi essere successivamente istituito, da apposito Decreto Assessoriale, come Geosito.
"Come Ordine dei Geologi della Sicilia -conclude il presidente Giuseppe Collura- vista la nostra presenza istituzionale all’interno della Commissione Tecnico-Scientifica dei Geositi, siamo pronti a collaborare fattivamente con gli altri Enti locali e Regionali, al fine di istituire il “Geosito delle miniere di gesso di Scicli”, sicuri che possa essere un ulteriore attrazione sia del territorio siciliano sia del territorio di Scicli".


 


© Riproduzione riservata