Economia Catania

Tariffe sociali, finto decollo

Degni di Cetto LaQualunque

catania - Finto decollo, come al solito. Niente illusioni. Le tariffe sociali per la Sicilia grazie alla nuova legge di bilancio in cui sono stanziati 25 milioni di euro per il 2020 assomigliano al solito papocchio.

Lo scopo era nobile, il fine no. Le tariffe avrebbero dovuto “garantire un completo ed efficace sistema di collegamenti aerei da e per la Sicilia, che consenta di ridurre i disagi derivanti dalla condizione di insularità, e assicurare la continuità del diritto alla mobilità” si legge in Gazzetta ufficiale. Per queste ragioni era stato riconosciuto un contributo per ogni biglietto aereo acquistato da e per Palermo e Catania, a partire dal giorno di entrata in vigore del decreto.
Dov’è il trucco, allora?
Possono usufruire dell’agevolazione -si legge nel testo pubblicato in Gazzetta- tutti i cittadini residenti nel territorio siciliano e che siano: studenti universitari fuori sede; disabili gravi, lavoratori dipendenti con sede lavorativa al di fuori della Sicilia e con reddito lordo annuo non superiore a 20mila euro ( vale a dire un reddito da poco meno di 1000 euro al mese); migranti per ragioni sanitarie con reddito lordo annuo non superiore a 20mila euro.
“Abbiamo mantenuto l’impegno – scrive Giancarlo Cancelleri, viceministro ai Trasporti, su Facebook -. Questo è solo il primo gradino verso una normalizzazione del costo dei biglietti aerei. Un tema che non intendiamo mollare”.

Suggestiva ma davvero al limite di un battuta da “Cetto Laqualunque” contro il “caro voli” anche la proposta del governatore della Sicilia Nello Musumeci, faverovole allla creazione di una compagnia aerea regionale in grado di offrire tariffe a prezzi calmierati. Nel frattempo c’è chi paga centinaia di euro oppure decide di restarsene al Settentrione. O, come fanno diversi giovani, sfruttano i motori di ricerca dei voli per trovare i percorsi alternativi più convenienti.