Economia Messina

Sicilia, dopo il caro aerei, il caro navi

7 gennaio, saranno bloccati i porti e sono previsti disagi

Messina - Scattarà con ogni probabilità domattina la protesta degli autotrasportatori siciliani contro il caro navi: è stato annunciato che saranno bloccati i porti e sono previsti disagi. La protesta era stata annunciata da Mariano Ferro, leader dei Forconi, movimento che nel gennaio del 2012 paralizzò l’economia che viaggiava sui Tir in Sicilia. In una nota UN.I.COOP. Sicilia dice che sarà presente al fianco degli autotrasportatori dell’Aitras nel corso delle manifestazioni di protesta previste nei porti siciliani.

Dal primo gennaio 2020 sul comparto dell’autotrasporto si è infatti abbattuta una stangata che corrisponde a un amento di circa il 25% sul costo del trasporto via mare. Tutto nasce da una comunicazione dell’IMO (International Maritime Organization) che ha imposto le nuove regole, effettive a livello mondiale, per ridurre l’inquinamento marittimo: il combustibile impiegato nelle navi (bunker) dovrà essere costituito da olio combustibile con livelli di zolfo pari allo 0,5%. Livello che oggi è al 3,5%.
Per adeguarsi a questa richiesta i vettori marittimi possono installare uno scrubber che abbatta le emissioni o convertire la propria flotta al GNL (Gas Naturale Liquefatto). Entrambe le alternative comportano investimenti ingenti e le compagnie marittime hanno annunciato un aumento tra il 20 e il 30 per cento sul prezzo dei trasporti da e per Italia, Sicilia, Sardegna e Malta.

Sia Grimaldi sia Tirrenia hanno già inviato i nuovi listini 2020 ai propri clienti, ma c’è chi, Grandi Navi Veloci per esempio, ha applicato già a dicembre. Aumenti che, naturalmente, non colpiranno solo gli autotrasportatori ma anche, e in vari modi, gli utenti finali sia nell’acquisto dei beni di consumo sia nei pedaggi dei traghetti.

Di fronte a un simile scenario la misura Marebonus perderebbe qualunque significato. Gli autotrasportatori si trovano di fronte a una specie di tela di Penelope: si smontano con una mano (privata) le azioni di incentivazione verso l’uso del mare prodotti con l’altra mano, quella pubblica. Se non si può parlare di cartello degli armatori poco ci manca.

Questa situazione ha implicazioni pesantissime, innanzitutto su Catania e la Sicilia in generale che è obbligata a far passare via mare il trasporto merci.