Attualità Giornalismo in lutto

E' morto Giampaolo Pansa

Aveva 84 anni

 È morto il giornalista Giampaolo Pansa, aveva 84 anni. Padre del «Bestiario», era nato a Casale Monferrato nell’ottobre del 1935. «Credo di essere il cronista che ha lavorato per più giornali: ma sono ancora qui, a rompere le scatole», aveva detto a Davide Casati.

Pansa è stato uno dei cronisti e dei commentatori più noti: dal 1961 — quando ottenne il suo primo contratto giornalistico, alla Stampa — ha raccontato come nessuno (e come nessuno ha fustigato) la società e la politica del nostro Paese. Lo ha fatto scovando scoop (a partire dallo scandalo Lockheed), inventando locuzioni e nomi entrati di diritto nella storia (uno per tutti: la «Balena bianca»), intervistando i protagonisti (al Corriere, e a Pansa, Enrico Berlinguer consegnò le frasi con le quali chiariva che non desiderava l’uscita dell’Italia dalla Nato) e descrivendo il «bestiario» (altra sua invenzione lessicale) della nostra scena politica.

Nella sua biografia professionale un ruolo importante hanno avuto Repubblica e l’Espresso. Da settembre collaborava al Corriere.

In questi ultimi anni si era dedicato a una serie di libri critici nei confronti dei crimini compiuti dai partigiani durante la Resistenza e dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: le sue rivalutazioni delle vite e delle condotte di diversi fascisti gli avevano guadagnato nuove simpatie tra i lettori di destra e lo avevano spinto a ulteriori critiche nei confronti della sinistra italiana. Questo favorì un suo rapporto nell’ultimo decennio con i quotidiani Libero e La Verità. 

All’attività di giornalista ha affiancato il lavoro dello storico, dai saggi giovanili sulla guerra partigiana ai bestseller degli anni Novanta e Duemila dedicati ai temi controversi della guerra civile. Lascia l’amata compagna Adele Grisendi. Due anni fa il grande dolore per la scomparsa del figlio Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica.