Lettere in redazione Ispica

Distributore di benzina in centro, è protesta a Ispica

Riceviamo e pubblichiamo

Ispica - Dal 29 ottobre del 2018 ad Ispica, in pieno centro e precisamente in viale Rapisardi sono iniziati dei lavori di “adeguamento I.D.C. – Variazione assetto funzionale, adeguamento scarichi” (da quello che si legge nella cartellonistica dei lavori); e comunque all’impianto di distribuzione carburanti già esistente da anni; la singolarità della vicenda è che i proprietari degli immobili ricadenti nel marciapiede oggetto dei lavori di trasformazione in area di servizio, fino a quel momento, non erano stati informati di nulla.
Allo stato attuale sembra che, più che variazione/adeguamento sembra un vero e proprio nuovo impianto (ma non si diceva che i nuovi impianti andavano costruiti fuori dai centri abitati)?
L’Eni, il Comune di Ispica, i gestori di un impianto di distribuzione carburanti possono calpestare i diritti dei proprietari di 3 immobili?
Si può, al di là di tutte le autorizzazioni previste e concesse, chiudere una signora utraottantenne disabile al 100% con problemi seri di deambulazione, e altre patologie non meno gravi, all’interno della propria abitazione senza la possibilità di potersi affacciare per una boccata d’aria (insalubre)?
Gli interventi edilizi che stanno avendo luogo, limiteranno fortemente l’accesso e l’ingresso anche di una semplice barella qualora ce ne fosse bisogno, nell’abitazione dell’anziana disabile.
Ci si può svegliare una mattina e trovarsi transennati all’interno della propria abitazione senza saperne il motivo?
Un cittadino, nel marciapiede antistante la propria abitazione che ha un interesse qualificato al fine di poter richiedere una qualsiasi autorizzazione/modifica al proprio immobile ad esempio all’effettuazione di:
- un passo carrabile;
- uno scivolo per una sedia a rotelle per disabili, ecc. ecc.;
ha diritto ad essere informato in quanto parte attiva e interessata nell’avvio di un procedimento-amministrativo? Evidentemente per tutti gli enti interessati al procedimento amministrativo-autorizzativo, NO!
Difatti i proprietari degli immobili interessati e danneggiati dai lavori in corso si ritroveranno con una transenna di ferro che delimiterà l’area pedonale dall’area di servizio e delle colonnine di erogazione carburanti a meno di 2 metri dagli ingressi delle proprie abitazioni.
Non credo esista a livello nazionale un rifornimento così vicino ad una abitazione privata (meno di due metri)? Senza parlare di inquinamento ambientale dovuto alle esalazioni del carburante? E di inquinamento acustico? Dovuto all’aumento del traffico cittadino nel centro storico di Ispica? E davanti alla casa della signora disabile che non potrà aprire neanche gli infissi?
Dal punto di vista normativo il primo riferimento è dato dal Codice Civile che, nella sezione dedicata ai diritti reali, definisce le norme che regolano il diritto di proprietà e il rispetto delle distanze.
A tale proposito il Codice Civile fissa una distanza minima tra i fabbricati di 3 metri, salvo che i regolamenti comunali dispongano altrimenti.
Questo significa che il primo riferimento sono i regolamenti edilizi (che sono più restrittivi) e che le disposizioni del Codice Civile si applicano solo in loro mancanza.

Nessuno può calpestare i sacrifici di cittadini che hanno investito tutto sulla propria casa, e in un certo senso se la vedono portare via?
I lavori sono fermi dal 24 Novembre 2018 per espressa richiesta del Sindaco del Comune di Ispica perché a suo dire “In sede di sopralluogo sono emerse delle criticità”, quindi in accordo con il direttore dei lavori incaricato dall’ENI i lavori sono stati sospesi.
L’amministrazione comunale si era impegnata al fine di individuare un sito alternativo e fuori dal centro abitato consono all’espletamento al tipo di attività in questione. Nulla di tutto questo.
Ad oggi Gennaio 2020 il cantiere è ancora in essere, e dalle ultime informazioni sembra che a giorni debbano riprendere i lavori di ultimazione del predetto impianto, dopo che gli organi Comunali pur ammettendo (criticità emerse in sede id sopralluogo) velatamente la forzatura nel rilascio della concessione se ne sono lavati le mani temendo ripercussioni giudiziarie e richieste di danni economici da parte di ENI per i mancati introiti derivanti dal fermo lavori di 16 mesi.
Alla fine i veri danneggiati sono i residenti, i proprietari degli immobili, i cittadini di Ispica che si ritroveranno una area di servizio in pieno centro in un incrocio strategico di Ispica tra l’altro teatro di incidenti sfociati in tragedie di vite spezzate.
Si parla di Green, Elettrico, Eolico, pannelli solari; solo il Comune di Ispica autorizza l’installazione di una bomba ad orologeria in centro e a meno di due metri dagli infissi di una abitazione privata.