Attualità Modica

Il business delle feste a Modica

Nani e ballerine, ma anche paggi e maggiordomi

Modica - La festa d'inizio anno al Castello dei Conti di Modica ha destato un dibattito che alcuni hanno ad arte portato fuori tema rispetto al focus vero della questione.
Perché il fatto d'interesse a Modica sono le feste, officiate dal cerchio magico riconoscibile nelle atti amministrativi di liquidazione, a fidanzate, figli, nipoti, quando non a se stessi, con cui si perpetua il rito della gestione della res publica come affare privato, familistico e parentale.

Che alle feste ci siano stati nani e ballerine, felici di un selfie come neanche davanti a un carretto di frutta e verdura, è fatto irrilevante ai fini della ricostruzione giornalistica.
Ognuno decide di fare il paggio a chi vuole. Chi nasce paggio, del resto, muore al massimo maggiordomo.
E a Modica non mancano né gli uni né gli altri.

Quindi, l'affaire delle feste.
L'ultima, quella al Castello che fu dei Conti, con tanto di djset e discoteca, anticipata a fine dicembre da una prova generale di musica house. Non c'è atto amministrativo, non c'è delibera, non c'è regolamento, che disciplini la regalia del bene pubblico a un amico, o a un parente, che decida di fare i propri comodi in un immobile che è dei cittadini, e che per essere concesso deve essere prima completamente agibile (e il Castello è un cantiere), collaudato, e soprattutto affidato con procedura di pubblica evidenza.
Il tema è proprio questo. Il Comune, e i beni comunali sono la casa di tutti, e tutti devono poter sapere prima se una ordinanza di divieto di sosta per una festa è stata decisa in ragione di una concessione dell'immobile pubblicata in anticipo all'albo pretorio del Comune, e deliberata nei termini di legge. Nulla di tutto questo.
Ma le feste d'inverno a Modica fanno il paio con quelle d'estate nella dorata sabbia di Marina di Modica.
Il format è sempre lo stesso: biglietto d’ingresso e vendita di alcolici. Non importa il tema, neanche la danza, a Modica importa il business.
La direzione artistica ha sempre una precisa matrice. Riconduce allo stesso magico cerchio, fatto di contaminazioni famigliari prima ancora che di rum e cola.
La questione, se non fosse chiaro, è il rispetto della legalità. Può una struttura pubblica, inagibile, con lavori ancora in corso, essere fruita a fini privatistici e commerciali, senza alcuna autorizzazione per serate disco con annessa vendita di alcolici? La risposta è semplice ed è no.
Possono essere legittime determine che assegnano denari pubblici ad amici e fidanzate, per feste et similia, senza l'indicazione della fornitura del servizio erogato dal privato? La risposta è no.
Chi organizza queste feste? Perché gode di blindate guarentigie? Appunto, perché?
“Una giornata di sole asciuga tutti i bucati”. E se il sindaco, dal canto suo, sembra non farsi scalfire da accuse e polemiche picaresche, il consigliere di opposizione Salvatore Poidomani ha denunciato al Prefetto, al Questore, ai Carabinieri e ai Vigili del fuoco la circostanza che queste feste siano organizzate sotto il tacito consenso del sindaco, senza le dovute autorizzazioni a tal punto da mettere in pericolo la sicurezza di migliaia di giovani.
È vero che in alcune di queste feste sono anche intervenute le forze dell’ordine? Quali esiti hanno rilevato le indagini?
Di questo si deve parlare, nella città delle porte girevoli dell'ipocrisia.