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Bolletta della luce a prezzo fisso o variabile? Tutti i pro e i contro

Cosa conviene scegliere?

Dover scegliere fra bolletta della luce a prezzo fisso o variabile è una decisione che tutte le famiglie prima o poi si trovano costrette ad affrontare, fra mille dubbi e incertezze. Il problema principale è che si ha una scarsa conoscenza della differenza tra queste due tipologie di contratto per la fornitura elettrica nella propria abitazione. Per poter procedere alla scelta, dunque, è necessario informarsi a dovere così da prendere la decisione migliore a seconda della propria situazione contingente.

Il prezzo fisso conviene?

Per capire se il prezzo fisso conviene, bisogna per prima cosa comprendere come calcolarlo nella maniera corretta. Questa operazione può essere svolta analizzando se nel nostro caso è presente una tariffa monoraria o una bioraria, perché le situazioni cambiano. La prima prevede una spesa che viene applicata alle 24 ore, che non cambia rimanendo invariata per tutta la giornata. Nel caso della tariffa bioraria, invece, i costi cambiano a seconda della fascia di consumo (F1, F2 e F3). La tariffa, però, rimarrà la stessa lungo tutto l’arco temporale coperto dal contratto. Detto questo, molti fornitori come Accendi Luce & Gas della Coop propongono offerte per la luce a prezzo fisso, spesso sottoscrivibili comodamente online, perché in questo modo il consumatore sa sempre quanto spende e può mettere in conto la spesa. Viceversa, va anche detto che in questo modo non si può usufruire di eventuali cali del prezzo delle materie prime. Tuttavia, nel caso in cui il costo di queste ultime dovesse aumentare piuttosto che diminuire, cosa che succede di frequente, il consumatore è tutelato e al riparo da spese extra.

Come si calcola il prezzo indicizzato

Come si ottiene il prezzo variabile o indicizzato? Per prima cosa è bene specificare che varia ogni trimestre in base alle fluttuazioni del mercato che, come già visto, dipendono in larga parte dal costo di approvvigionamento delle materie prime. In secondo luogo, il prezzo si forma secondo due meccanismi di base, che lo influenzano: il PUN (prezzo unico nazionale) o in alternativa il PSV e l’indice di costo dei combustibili. Ad ogni modo, ogni fornitore è obbligato per contratto dall’ARERA a specificare quale meccanismo adotta per il calcolo. Infine, come leggere questo valore sul documento? Basta prendere la documentazione rilasciata dal fornitore e studiare il meccanismo di indicizzazione, secondo quanto appena visto.

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Prezzo fisso o indicizzato: quale scegliere?

Non esiste una risposta valida a priori, perché entrambe le opzioni hanno i loro pro e i loro contro, legati appunto alla scelta di essere soggetti o meno alle possibili variazioni del mercato. Chiaramente lo studio della situazione attuale del mercato e delle previsioni di settore, può aiutare a prendere una decisione più corretta e conveniente. Se si prevede un calo dei costi, ad esempio, si può rischiare e sottoscrivere un contratto a prezzo indicizzato. Altri step importanti sono la valutazione dei costi nascosti e dei bisogni effettivi di consumo, che possono cambiare da fornitore a fornitore, ma anche da famiglia a famiglia.