Attualità Ragusa

Concetta da Ragusa ha isolato il Coronavirus

Nei giorni scorsi ha passato il poco tempo libero che le restava a tranquillizzare i familiari

Ragusa - Ragusanews è stato il primo organo di informazione in Italia ad averla identificata.  

Concetta, Cetty per i ragusani, suoi concittadini. 

Umile, schiva, impressionata dal ciclone di attenzioni che a livello mondiale il suo lavoro ha destato. 

Concetta Castilletti, 57 anni, ragusana, diplomata al liceo Classico Umberto I, laureata in biologia a Catania, sposata con un ragusano e mamma di due figli. Vito e Tommaso, di 22 e 20 anni.

E' lei la punta di diamante della equipe dello Spallanzani che ha isolato il Coronavirus. La biologa Castilletti ha lavorato all'Università di Catania, prima di trasferirsi a Roma.

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E fino a qualche giorno fa impiegava il poco tempo libero che le restava dal lavoro a tranquillizzare famiglia a Roma e famiglia in Sicilia: "State sereni, non temete per un mio possibile contagio. La scienza e la salute dei pazienti sono più importanti". 

E' lei la donna di cui tutto il mondo vuole sapere da qualche ora a questa parte. Insieme ai colleghi di reparto, in tutto 4, ha lavorato giorno e notte per isolare il virus che sta terrorizzando il Pianeta. Un genio. Concetta ha lavorato in Africa, e qui si è guadagnata il soprannome di "mani d'oro", nella lotta all'Aids e all'Ebola. 

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Per noi di Ragusanews è già candidata al Premio Nobel per la medicina. 

Cetty: "Ho avuto un po' di fortuna"

"Abbiamo cullato il virus e abbiamo avuto anche un po' di fortuna". Non si sente aria di protagonismo nelle parole di Concetta, che, insieme al team dell'Istituto, primo insieme alla Francia, ha isolato il coronavirus aprendo la strada alla diagnosi e forse anche ad un vaccino.
Concetta ha una famiglia che la supporta da sempre, a partire dal marito. "Sono abituati a questo genere di emergenze a casa mia - dice - anche perchè io non mi ricordo una vita diversa da questa. E' sempre stato così". Lo Spallanzani è un centro di eccellenza ed è da sempre in prima linea in questi casi.
"Ho vissuto la grande emergenza - dice la responsabile dell'unità operativa virus emergenti che si trova all'interno del laboratorio di virologia dello Spallanzani diretto dalla dottoressa Capobianchi - della Sars, di Ebola, dell'influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. E' un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra. Abbiamo un laboratorio all'avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze".