Attualità Scicli

Sanremo. Achille Lauro? E' il Cristo in gonnella di Scicli

"Achille entra in scena vestito da san Francesco, però barocco e donna"

Sanremo - Abito audace, accostamento audace.

La scrittrice Nadia Terranova non ha dubbi: "Il Festival è Achille Lauro con un Sanremo intorno", scrive su Linkiesta, parlando delle "favolose performance del cantante romano che esce dal ghetto della dolenza, dell’indignazione, dell’autocompiacimento, dell’autocommiserazione. E che fa risultare vecchia qualsiasi altra dignitosa, moderna e studiata esibizione". 

"Come il Cristo in gonnella nella chiesa di Scicli dipinto alla fine del Seicento da un pittore spagnolo, Achille entra in scena vestito da san Francesco, però barocco e donna. Un po’ muscoloso un po’ sfranto, né efebo né macho, col sospensorio pubico per rendere ancora più esplicito il suo “me ne frego” indirizzato agli spogliatoi dei maschi, con la voce biascicata del ragazzino cresciuto nel terzo municipio di Roma si toglie la mantella e si offre in sacrificio per noi: “Fai di me quel che vuoi, sono qui (…) ci son cascato di nuovo, pensi sia un gioco vedermi prendere fuoco”, come abbiamo detto tutte e tutti la milionesima volta che ci siamo innamorati, “dimmi una bugia me la bevo, sì sono ubriaco ed annego”, come abbiamo detto tutte e tutti la prima volta che abbiamo capito che all’amore che strappa i capelli ci pensiamo domani, intanto combiniamo per stanotte e poi si vede".