Appuntamenti Pachino

Rinviata sine die l'Inverdurata 2020 di Pachino

La manifestazione in programma dall’8 all’11 maggio

Rinviata sine die l'Inverdurata 2020 di Pachino

Pachino - Rinviata a data da destinarsi la diciassettesima edizione dell’Inverdurata di Pachino. Alla luce delle ultime misure contenute nell’ultimo Dpcm, per evitare e contenere il contagio da Coronavirus, l’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) Capo Pachyni, ha deciso di annullare la manifestazione in programma dall’8 all’11 maggio 2020. “Anche se il Governo ha stoppato l’Italia fino al 3 Aprile – spiega l’Ats- a maggio l’Invedurata non si farà. Crediamo sia opportuno aspettare la fine del periodo di restrizione per riparlarne. Lavoriamo alla kermesse da mesi, abbiamo scelto il tema e iniziato le attività di promozione della manifestazione e di tutto il nostro territorio.

Il progetto è praticamente pronto, ma considerando la forte emergenza sanitaria, attualmente non ci sono le condizioni idonee per metterlo in atto. Se l’Inverdurata è riuscita negli anni a riscuotere tanto successo, è merito dei numerosi artisti e degli istituti d’arte provenienti da ogni dove, dei nostri inverduratori e delle scuole che ogni anno si sono sfidati a colpi di creatività. Ad oggi è impossibile anche solo pensare di lanciare il bando di partecipazione al concorso, la paura e l’incertezza non ci consentirebbero di avere alcun riscontro. Annullare l’evento in programma a maggio, vuol dire in primis tutelare la salute della nostra città, Pachino, ma anche salvaguardarla dal punto di vista economico, evitando di investire risorse e denaro in un’iniziativa di grande attrattiva per i turisti, ma che rischia di diventare un flop per la scarsa partecipazione”.

L’Inverdurata entra quindi a tutti gli effetti nella cerchia delle manifestazioni culturali momentaneamente annullate a Pachino e in tutta Italia a causa del Coronavirus. Al Vaglio del direttivo ATS però la possibilità di rimandare il concorso di mosaici vegetali dopo il mese di maggio. “Ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione – conclude l’ATS- che verranno valutati alla fine dell’emergenza coronavirus. Condizioni climatiche, disponibilità di frutta e verdura. Non escludiamo la possibilità di rimandarla sine die ma bisogna aspettare la fine del periodo di restrizione”.


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