Giudiziaria Vittoria

Mafia: Cosa nostra arrivò negli anni '70 a Vittoria

Il caso Mauro De Mauro

Vittoria - Risale all'inizio degli anni Settanta la penetrazione della mafia a Vittoria (Rg), dove Cosa nostra ha poi consolidato una vasta rete di interessi e di traffici criminali. I primi insediamenti mafiosi in una città che ha registrato una lunga catena di delitti e una strage con cinque morti nel 1999 sono stati accertati nell'ambito di un filone di inchiesta sulla scomparsa del giornalista de L'Ora Mauro De Mauro.

I risultati di quell'indagine sono descritti in un verbale congiunto di polizia e carabinieri del 6 giugno 1971. Il documento, firmato anche dal commissario Boris Giuliano e dal colonnello Giuseppe Russo, entrambi assassinati dalla mafia, fa parte degli ultimi atti desecretati e pubblicati dalla Commissione antimafia. A dare spunto all'indagine era stata una confidenza di De Mauro al collega Enzo Perrone: prima di scomparire, il 16 settembre 1970, il giornalista aveva detto che si stava interessando a due gruppi mafiosi, quelli di don Tano Badalamenti e dei Teresi a quel tempo alleati. Seguendo quella traccia, gli investigatori arrivarono a Vittoria dove i clan che gestivano i grandi traffici di droga avevano trovato, si legge nel verbale, una "base operativa" e le condizioni migliori per organizzare sbarchi senza essere intercettati.

L'indagine ha incrociato altri affari della mafia. Una impresa di costruzioni di Emanuele Teresi, la Recosi, da Palermo era andata a Vittoria per costruire un edificio in centro. Erano stati accertati poi investimenti nelle campagne con l'acquisto di due grandi appezzamenti nelle contrade Poggio di Ferro e Fossa Salata. L'indagine non riuscì a trovare un collegamento con il caso De Mauro e non venne più coltivata. Ma 15 anni dopo il tema della penetrazione di Cosa nostra nel Ragusano sarebbe stato ripreso con altre inchieste promosse negli anni Ottanta dagli alti commissari antimafia Emanuele De Francesco e Domenico Sica. E già a quel tempo la mafia stava cedendo il passo alla Stidda, un'organizzazione ancora più spietata e sanguinaria gestita dal clan Dominante-Carbonaro.