Cronaca Paderno D'Adda

Cordoglio nel lecchese per la morte dello sciclitano ucciso dal Coronavirus

Le parole della figlia Franca

Paderno d'Adda, Lecco - Era il vigile del paese che tutti conoscevano, in questa comunità popolata da tremila anime. Guglielmo "Memmo" Lutri, classe 1937, è morto nella notte tra venerdì e sabato mentre era ricoverato all'ospedale di Erba. Lascia la moglie, in quarantena, e le figlie Alessandra e Franca. 

Di seguito la lettera della figlia Franca all'amato padre:

"Caro papà,
è difficile sapere che te ne sei andato in silenzio, dopo una vita passata senza generare alcun fastidio, senza voler a tutti i costi apparire.
La mia vita in questo momento si è spezzata. Speravo potesse non arrivare mai questo giorno. Scusa se non ho potuto stringerti la mano, coccolarti per un sollievo.
Mi hai dato tanto, tutto, e soprattutto la vita. Quella vita che oggi io continuo a dare ai miei figli che tu adoravi.
Eri molto orgoglioso di me, della mia famiglia, del mio lavoro. Non mi hai mai lasciata sola e ogni momento era buono per venirmi a trovare in ufficio. Ricordo quando ti arrabbiavi se qualche volta non ti portavo con me! E come dimenticare le corse con il mio motorino quando tu mi trovavi in giro! La mia unica e grande felicità in questo momento di estremo dolore è di averti goduto il più possibile in tutte le varie tappe del nostro cammino.
La gente ti ammirava per il tuo lavoro che svolgevi per il bene della comunità ed io ti sarò sempre grata per avermi aiutata a raggiungere gli obiettivi della mia vita e del mio impiego.
Sii felice nelle braccia di Gesù e sono sicura che un giorno ci rivedremo, sorrideremo e saremo felici come sempre lo siamo stati insieme.
Lo scroscio delle onde del mare ti accompagni al tuo eterno riposo.
Ti amo papà.

La tua Franca"