Lettere in redazione Chiaramonte Gulfi

Damigella scrive a Conte: L'industria del marmo in ginocchio

Parla Giovanni Leonardo Damigella CEO della Mondial Granit Spa

Chiaramonte Gulfi - Egregio Presidente Conte,
Sono un industriale del settore lapideo che ha 100 dipendenti diretti e altri 250 che operano nell’indotto collegato alla mia azienda.
Fermare quel poco di attività produttiva che c’è al Sud significa dare il colpo di grazia alla nostra economia e aggiungere “ miseria a miseria“.
A Ragusa, la provincia dove io vivo ed opero, ci sono al momento solo 8 casi di persone positive al Covid 19. Nessuna di esse, grazie a Dio, in terapia intensiva.

L’emergenza che c’è a Nord ed in particolare in Lombardia è soprattutto derivata dall’alto indice di inquinamento e dall’alta densità della popolazione. Infatti, la Pianura Padana è una vasta area incastrata tra le Alpi e gli Appennini, senza sbocco al mare. Qui, l’altissima concentrazione di attività produttive e persone facilita la rapida espansione del virus poiché l’inquinamento dall’alto e le polveri sottili dal basso formano un catenaccio ed un ambiente privilegiato per la divulgazione veloce del coronavirus.
Questo non lo dice il sottoscritto ma scienziati da tutto il mondo alcuni dei quali operano nelle università italiane.
Il Sud, per fortuna o sfortuna, non ha sviluppato grandi aree metropolitane ed ha Evitato quindi l’ammassamento di aziende e persone nella stessa regione, cosa che invece si registra al Nord.
Questo anche in virtù di una politica industriale errata che, nel passato anche recente, ha permesso il raggruppamento di aziende e popolazione in poche aree del Nord piuttosto che distribuirle su tutto il territorio nazionale.
Se così non fosse stato, si sarebbero certamente evitati gli effetti devastanti e nocivi dell’inquinamento.

Alla luce di queste mie riflessioni e superata questa emergenza, mi permetto di auspicare una nuova politica industriale che favorisca non solo il rientro in Italia di tante aziende che operano all’estero e di delocalizzare in parte al Sud tante attività produttive del Nord.
In questo modo si raggiungerebbero 3 risultati importanti:

- decongestionare il Nord dagli effetti nefasti dell’inquinamento;
- modernizzare e distribuire la ricchezza su tutto il territorio nazionale;
- evitare la “ deportazione di massa “ di tanti giovani dal Sud al Nord.
Senz’altro Lei saprà che negli ultimi anni dalla Sicilia mancano circa 800.000 persone: i nostri giovani e i nostri cervelli se ne sono andati.
Relativamente al previsto decreto enunciato la sera del 21 Marzo, Le chiedo di rivederlo, se possibile, anche in virtù di quanto esposto sopra.
Auspico, altresì, interventi straordinari a sostegno dell’agricoltura e della filiera in ginocchio totale, cosa che genererà decine di migliaia di disoccupati a brevissimo.
Spero che Lei possa accogliere questo mio pensiero.

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