Attualità Spese bancarie

Conto corrente: tipologie e tutto quello che c’è da sapere

Il conto corrente senza spese

Oggi abbiamo a disposizione una vasta gamma di strumenti finanziari che sono molto utili per gestire il nostro patrimonio economico. Uno di questi, probabilmente il più utilizzato, è il conto corrente che permette ai clienti della banca stessa di depositare del denaro all’interno dell’istituto di credito e di movimentare questi soldi attraverso l’utilizzo di diversi sistemi come: assegni, bonifici e le carte di debito o credito.

Il conto corrente è uno strumento molto utilizzato perché è più facile da usare per la gestione delle spese quotidiane ed è inoltre molto utilizzato per ricevere dei pagamenti diretti, come per esempio dal proprio datore di lavoro. Ma non solo, un conto corrente può essere utilizzato per addebitare direttamente sul conto le bollette delle principali utenze, permettendo di avere un grosso risparmio di tempo. Anche inviare dei soldi ad altre persone è molto più semplice quando si possiede il proprio conto corrente bancario.

Le tipologie
Come possiamo vedere di seguito in Italia si può accedere a quattro tipi di conto corrente ossia ordinari, a pacchetto, di base e in convenzione. I conti ordinari sono quelli che vengono definiti anche a consumo in quanto le spese sono determinate dal numero di operazioni che si effettuano. Più se ne fanno, più ovviamente si spende.

Ci sono poi i conti a pacchetto che hanno un canone. Esso può comprendere alcuni importanti servizi come ad esempio l’assicurazione o la gestione del risparmio. Tale tipologia di conto, poi, può essere con o senza franchigia. Nel primo caso si potranno eseguire operazioni limitate (in base al canone) mentre nel secondo caso le operazioni saranno invece illimitate.

C’è poi il conto corrente base, gratuito per pensionati e lavoratori con reddito basso. Con la pubblicazione del decreto attuativo del MEF in Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2018 sono stabiliti i requisiti per poter risparmiare sulle ormai sempre più care spese di gestione. Potranno infatti aderire a questo tipo di proposta i pensionati con assegno inferiore o uguale ai 18.000 euro lordi l’anno e coloro che presentano un modello ISEE di valore inferiore ad 11.600 euro.

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In tal caso sarà possibile richiedere il conto gratis e alle persone con problemi economici non saranno addebitate spese di gestione nonché l’imposta di bollo sui conti correnti.
L’iniziativa serve appunto, come dice Meteofinanza.com sul conto corrente zero spese, a garantire la possibilità di avere un conto corrente senza spese. C’è da sottolineare, tuttavia, che il conto base a costo ridotto, così come il conto gratuito, prevede servizi limitati e i titolari potranno effettuare soltanto un determinato numero di operazioni.

C’è, infine, il conte a convenzione attraverso il quale sarà possibile beneficiare di accordi ed agevolazioni grazie ad accordi con determinate tipologie di clienti.

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Come aprire il conto corrente
Per aprire il conto corrente occorrono pochi semplici passaggi. Nella maggior parte dei casi, aprire un conto corrente è divenuta un'operazione gratuita, complici la sempre più ampia diffusione di conti online a zero spese o con costi ridotti che, prevedendo la gratuità dell'apertura, hanno "costretto" i competitor ad adeguarsi.

In passato, invece, a essere particolarmente ingenti erano le spese per chiudere un conto. La situazione è mutata a seguito del D.L. n. 223/2006, convertito nella legge n. 248/2006, il quale ha modificato il Testo Unico Bancario (d.lgs. n. 385/1993). L'art. 120-bis del T.U.B. stabilisce, infatti, che il cliente ha diritto di recedere in ogni momento senza penalità e senza spese.
I costi fissi
I conti corrente possono avere dei costi fissi che dipendono a seconda ella tipologia di conto scelto e dell'istituto presso il quale questo viene acceso. Per quanto riguarda gli altri costi costi collegati al conto corrente, si può distinguere tra costi fissi o variabili: i primi sono quelli che vengono sostenuti per l'apertura e la tenuta del conto, mentre i secondi sono variabili in relazione al numero di operazioni effettuati dal cliente. Alcuni istituti finanziari collegano alla tenuta del conto corrente il pagamento di un canone "fisso" obbligatorio per l'utilizzo dei servizi offerti (spesso ricomprendente un numero di operazioni prestabilito da poter svolgere) da versare con periodicità variabile (es. mensile o annuale).

Il costo del canone muta in base ai servizi che sono scelti dal cliente, nonché a seconda del tipo di conto, potendo raggiungere dunque anche cifre notevoli: per questo si consiglia sempre di controllare con attenzione quali sono i servizi inclusi, poiché quelli esclusi andranno a incidere sui c.d. costi variabili legati alla gestione del conto corrente.

C’è poi l’imposta di bollo statale sui conti correnti postali e bancari, determinata dalle leggi in vigore e introdotta dal c.d. decreto Salva Italia varato dal Governo Monti. L'imposta si applica quando la giacenza media del rapporto considerato è pari o superiore ad euro 5.000,00: l'importo dell'imposta è di 34,60€ se il conto corrente è intestato a persone fisiche e di 100€ per le persone giuridiche. Alcune banche, tuttavia, offrono conti correnti senza imposto di bollo e sostengono al posto del cliente tale spesa.