Giudiziaria Rosolini

Famiglia Rizzuto: 9 giorni per l'esito del tampone

Avviata l'azione legale

Rosolini - 9 giorni per conoscere l'esito del tampone. "Un ritardo fatale ed oggi mio padre non c'è più". A dirlo al Tgr della Rai, è stato Audenzio Rizzuto, figlio del direttore del Parco Archeologico di Siracusa, Calogero, scomparso due giorni fa per le conseguenze del Covid-19. Ma adesso è l'intera famiglia che vive a Rosolini a chiedere la verità sulla tragedia che si è consumata. Gli avvocati dei Rizzuto, i penalisti Giovanni Giuca e Salvatore Trombatore, puntano l'indice contro il manager dell'Asp di Siracusa, Salvatore Ficara per le dichiarazioni che ha diffuso dopo il decesso del direttore del Parco.

"Non risponde al vero che l'architetto Rizzuto abbia rifiutato il ricovero - affermano i legali - anzi è vero l'esatto contrario. E' stato rimandato a casa per ben due volte, nonostante i sintomi evidenti di un possibile avvenuto contagio. Testimoni qualificati diranno esattamente come sono andate le cose al Procuratore della Repubblica che sta seguendo il caso".

Gli avvocati di Rizzuto ripercorrono l'iter dell'odissea sanitaria del loro congiunto. Iter già reso noto dal deputato regionale Nello Dipasquale (Pd) che ha presentato lunedì un esposto alla Procura, dopo aver scritto al prefetto di Siracusa. "Il primo contatto - scrivono - con la struttura sanitaria, preposta a fronteggiare l'epidemia da coronavirus avvenne il 4 marzo attraverso il suo medico di base che aveva presentato il "caso" (ben cinque giorni prima del primo tampone) e fu ritenuto inopportuno eseguire il tampone, nonostante il permanere della febbre a 38° gradi; essa si era manifestata il 1° marzo, e al sanitario responsabile fu data l'informazione del contatto, a Firenze, con i colleghi coreani. La motivazione fu: non rientra fra i "casi stretti" previsti dalle linee guida nazionali. Detto questo ribadiamo che non amiamo celebrare i processi sui giornali, ma la cosa triste è che Calogero non c'è più".


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