Cronaca Modica

L'anziana di Modica venuta da Pavia. Operazione verità

Chi aizza all'odio sociale?

Modica - La chiama "operazione verità". Troppe inesattezze e una ingenerosa aggressione mediatica nei confronti della madre. Vuole mettere a nudo i fatti con precisione, puntalità e prove documentali per ribadire la corretta versione di come sono andate le cose mettendo al bando coloro che su questa vicenda hanno voluto dominare la scena propagandistica.

Giovanni Sarta, vuota il sacco. Mentre la sua mamma lotta tra la vita e la morte in una isolata e impenetrabile stanza del reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Modica, dopo il ricovero avvenuto martedì 27 marzo scorso, decide di ridare dignità al suo genitore.

“Tutti sapevano dell’arrivo di mia mamma dalla Lombardia. Domenica 22 marzo scorso, mia sorella si era registrata nel sito “Costruire salute” della Regione Siciliana, comunicando il traferimento, immettendo tutti i dati e ottenendo la validazione. Ma vi è di più. Con una mail inviata lo stesso giorno al Comune di Modica, settore di Protezione civile, è stato comunicato l’arrivo dalla zona rossa con tutti i riferimenti anagrafici, di viaggio, di luogo di arrivo e di residenza, come evidenzia la mail prodotta. Il giorno dopo, lunedì 23 marzo,  informiamo anche l’Asp di Ragusa, nuovamente la Protezione civile del Comune di Modica producendo l’autocertificazione del rientro avvenuto con l’obbligo di pemanenza domiciliare come dimostrano sempre le carte a corredo che fornisco a Ragusanews, a riprova che mia mamma non era evasa da nessuna quarantena, come aveva annunciato invece un videomessaggio su Facebook. Svelare queste verità servirà a restituire dignità al buon comportamento di nostra madre".

Perchè ha atteso 5 giorni prima di svelare queste cose?

“In effetti, non appena ho appreso dai social un racconto inesatto e non aderente alla verità, ho scritto un messaggio privato al Sindaco. Probabilmente non lo avrà visto. Quando ho ascoltato la stessa versione dei fatti su Canale 5 nella trasmissione condotta dalla signora Barbara D’Urso, ho capito che dovevo intervenire. Ho chiesto il diritto di replica. Il primo pensiero è sempre mia mamma che sta lottando per aggrapparsi alla vita”.

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Alla partenza a Malpensa, a quali controlli è stata sottoposta sua madre?

La Polizia dell’aeroporto di Malpensa ha contattato mia sorella, hanno fatto domande per sapere se qualcuno della famiglia fosse in quarentena. Hanno confermato che le carte dell’autocertificazione erano in ordine e che la misurazione della temperatura non presentava linee di febbre. Stesso controllo a Fiumicino, medesimo esito. Altro controllo a Catania, nessuna alterazione. E’ evidente che qualcuno ha voluto speculare su questa vicenda, aiazzando la pubblica opinione all’odio sociale nei confronti di una donna debole e comunque malata (la signora è diabetica e cardipatica, ndr) che aveva osservato tutte le prescrizioni di legge".

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I documenti