Sanità Ricerca scientifica

La clorochina previene il coronavirus? Esperimento su 40 mila medici

Pare che l'antimalarico riduca i contagi fra il personale sanitario

E' un vecchio antimalarico risalente agli anni ’30 e  viene somministrato in regime off-label, ovvero al di fuori delle indicazioni ufficiali, sia in ospedale sia fra chi si cura a casa propria. La clorochina funziona contro il coronavirus?

Il farmaco viene usato perché avrebbe un duplice effetto: antivirale (ostacola l’ingresso dei virus nelle cellule dell’organismo) e antinfiammatorio (la polmonite del Covid è effetto proprio di una esagerata reazione infiammatoria).

L’università di Oxford sta avviando il più grande trial mai organizzato finora, con 40 mila partecipanti in Asia, Europa e Africa. Il test non cercherà di rispondere solo alla domanda se la clorochina cura il Covid, la malattia da coronavirus. Il suo obiettivo è anche capire se ha un effetto di profilassi. Se diminuisce cioè la probabilità di ammalarsi quando viene assunto prima dell’esposizione al virus. I volontari che si sottoporranno al test non sono scelti a caso: si tratta di personale sanitario che si trova a contatto stretto con i malati contagiosi. Già oggi in alcune corsie italiane dove si tratta il Covid la clorochina viene presa da medici e infermieri nella speranza che prevenga le infezioni o le indebolisca sul nascere. India e Bangladesh la distribuiscono ugualmente al personale sanitario sano ma impegnato nella lotta al coronavirus.

I risultati del mega-test non saranno immediati. Si parla di un anno. Ma con tutta probabilità nella primavera del 2021 non avremo ancora un vaccino. La sperimentazione di Oxford ha le carte in regola per darci una parola definitiva o quasi sull’efficacia di questo farmaco che – complici anche i capi di stato di Usa e Brasile – è finita nel frullatore mediatico e ha scatenato una corsa agli accaparramenti. Tanto che i pazienti per i quali è da sempre indicata (malati di artrite reumatoide e lupus) fanno fatica a trovarla in farmacia. I 40 mila arruolati nel test, distribuiti in 50-100 ospedali dei tre continenti, verranno infatti divisi in due gruppi e – con scelta casuale – riceveranno o una pasticca di clorochina o un placebo per tre mesi. Grazie ai grandi numeri e al confronto diretto sarà più facile evidenziare l’eventuale effetto del farmaco.