Cronaca Brescia

L'infermiera siciliana morta a Brescia: il capitano non lascia la nave

Un esempio di dedizione al lavoro e di grande abnegazione

Brescia - "Il capitano non abbandona la nave". Lidia Liotta è morta ieri nell’ospedale bresciano di Ome a 55 anni. Siciliana di Sciacca, da vent’anni lavorava come caposala alla casa di riposo Villa Serena a Predore. Viveva nel paese del lago d’Iseo con il marito Calogero Guardino, e la figlia Maria Pia, di 20 anni.

Lidia lavorava come infermiera nella Rsa della parrocchiagestita dalla cooperativa Universiis. Qui nelle ultime settimane sono morti 10 anziani su 25. Di Coronavirus. Anche Lidia ha accusato i sintomi del Covid-19, ma dopo pochi giorni di malattia è tornata al lavoro. Ha ricominciato a lavorare e faceva i doppi turni, entrava alle 7 e usciva alle 20.30. Forse gli stessi dirigenti delle Residenza Sanitaria avrebbero dovuto tenerla a casa. 

L’11 marzo ha avuto un tracollo, sentiva un forte dolore alle ossa, era disponoica, e non riusciva a respirare. L’ultimo messaggio l’ha inviato poco dopo il ricovero alla sorella. Diceva: "Io da qui uscirò morta". Un esempio di dedizione al lavoro e di grande abnegazione. 


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