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A Pozzallo i migranti di Lampedusa, sindaco: Mi sento in obbligo, ma...

“Mi sento in obbligo, oltre che ad accogliere coloro che fuggono da guerre e povertà, di tutelare la salute dei miei concittadini, compito al quale non verrò meno”

Pozzallo - Con una lettera inviata al Presidente della Regione e all’Assessore Regionale alla Salute, il Sindaco di Pozzallo chiede la tracciabilità sanitaria dei migranti che potrebbero essere trasferiti all’hotspot di Pozzallo. Di seguito il testo della nota:
“Apprendo dagli organi di stampa di un nuovo sbarco autonomo sull’isola di Lampedusa, dove è arrivata una imbarcazione in legno con a bordo un centinaio di persone.
Credo di non sbagliare affermando che, al momento, la nuova strategia di accoglienza, che prevede di far trascorrere a bordo di una nave la quarantena o l’isolamento dei migranti, non sia possibile poiché non è ancora stata individuata l’imbarcazione disponibile.
E’ appena il caso di ricordarle quanto è avvenuto al momento della ricollocazione dei migranti dalla nave “Alan Kurdi”, quando fra i 50 migranti destinati all’hotspot di Pozzallo uno di loro è risultato positivo al coronavirus.

A seguito di ciò, oltre all’inchiesta aperta sul caso dalla Procura della Repubblica di Ragusa, ho chiesto con urgenza una relazione sanitaria da parte dei responsabili dal centro di provenienza del migrante oltre che fosse effettuata una ispezione da parte dell’Assessorato Regionale alla Sanità.
Di quanto richiesto, a tutt’oggi, non ho avuto ancora alcuna informazione, nonostante questa una vicenda richieda una precisa ed inevitabile chiarezza.
Intendo comunicarle, quindi, che nel caso fosse individuato l’hotspot di Pozzallo come luogo dove ospitare una parte dei migranti appena arrivati a Lampedusa, tutto ciò non può accadere senza che vi sia una tracciabilità completa della situazione sanitaria di tutti.
Mi sento in obbligo, oltre che ad accogliere coloro che fuggono da guerre e povertà, di tutelare la salute dei miei concittadini, compito al quale non verrò meno”.