Benessere Rifiuti

Come smaltire correttamente le mascherine e i guanti?

I guanti monouso in vinile vanno nella plastica

Mascherine con un prezzo bloccato a 50 centesimi, obbligatorie quando non sia possibile anche il distanziamento sociale, esenti i bambini sotto i sei anni e i disabili. Queste sono le regole principali sull'utilizzo delle mascherine in vigore dopo il decreto firmato ieri sera, 26 Aprile dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ma come smaltire correttamente mascherine e guanti dopo l’utilizzo?
Dopo l’utilizzo finiscono per strada, nei parcheggi, nei parchi e persino in mare. E in Italia la loro quantità è destinata ad aumentare con l’avvento della Fase 2. L'articolo del Dpcm che più tratta l'argomento e l’utilizzo delle mascherine è quello legato ai trasporti e ai luoghi pubblici chiusi: "Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19 limitatamente alla durata dell’emergenza sanitaria, gli individui presenti sull'intero territorio nazionale devono usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento del distanziamento fisico".

Ma quali tipo di mascherine usare? Un chiarimento arriva ancora dal decreto del premier: "Potranno essere utilizzate, in alternativa alle mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. “L’utilizzo corretto delle mascherine di comunità va ad aggiungersi alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie". L'uso di mascherine facciali in pubblico può servire come mezzo di controllo per ridurre la diffusione dell'infezione nella comunità minimizzando l'escrezione di goccioline respiratorie da individui infetti che non hanno ancora sviluppato sintomi o che rimangono asintomatici. L'utilizzo delle mascherine facciali nella comunità può essere preso in considerazione specialmente quando si visitano spazi affollati e chiusi, come negozi di alimentari, centri commerciali o quando si utilizzano i mezzi pubblici, ecc.

Per fronteggiare l'emergenza coronavirus, dal primo marzo la Protezione civile ha distribuito circa 159 milioni di materiali sanitari, di cui ben 150 milioni riguardano solo mascherine e guanti. Gran parte di questi strumenti usa e getta sono stati abbandonati in natura, per strada e persino in mare. L'allarme era stato lanciato già a fine febbraio da Gary Stokes, cofondatore di OceansAsia. La quantità di guanti e mascherine in circolazione è destinata ad aumentare esponenzialmente con l'avvento della Fase 2. Secondo uno studio del Politecnico di Torino, per la ripartenza serviranno un miliardo di mascherine, mezzo miliardo di guanti e oltre nove milioni di litri di gel igienizzante al mese.

Ma come smaltire correttamente le mascherine e i guanti? Tali presidi non devono essere inseriti nei secchi adibiti alla raccolta della carta o della plastica: vediamo come vanno smaltiti. Dove buttare materiali potenzialmente infetti? Proprio in questo momento, in cui l'ambiente sembra lentamente ripulirsi è compito di tutti imparare a gestire questi nuovi rifiuti. Nella maggior parte dei casi, infatti, nessuno ha mai indossato mascherine chirurgiche (o con filtro) e guanti con questa frequenza e pertanto si è insinuato nei consumatori il dubbio circa lo smaltimento di tali articoli. Non solo, questi presidi, svolgono la funzione di protezione dal virus e pertanto possono essere infetti. Smaltirli correttamente diventa dunque una priorità nonché un dovere.

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Come smaltire le mascherine e i guanti. L'Istituto Superiore di Sanità ha fornito a tutti i cittadini le linee guida necessarie per smaltire correttamente i rifiuti. Lo scopo è quello di evitare la propagazione del virus ma anche di contrastare possibili nuove fonti di inquinamento. Si è stimato, infatti, che nella cosiddetta Fase 1 il numero di presidi gettati quotidianamente ha sfiorato quota 4 milioni mentre nella Fase 2, con il lento ritorno alla normalità, tale cifra potrebbe aumentare fino a 20 milioni. Sia le mascherine che i guanti, infatti, devono essere sostituiti dopo ogni utilizzo e pertanto vi è il rischio che cittadini incivili li disperdano nell'ambiente in modo irresponsabile e pericoloso. Per ciò che concerne le mascherine e i guanti in lattice e nitrile è necessario, dopo l'utilizzo, inserirli in un sacchetto resistente per poi introdurlo nel bidone adibito alla raccolta dei rifiuti indifferenziati. Per maggior precauzione è consigliabile utilizzare due sacchetti sovrapposti. Tali presidi, dunque, non devono essere inseriti nei secchi adibiti alla raccolta della carta o della plastica. È inoltre sconsigliabile gettare guanti e mascherine monouso nei cestini dei rifiuti presenti nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Infine, è opportuno prestare attenzione a non raccogliere guanti e mascherine per le strade.

Differenza belle procedure di smaltimento tra guanti in lattice, nitrile e vinile
Come accennato, i guanti monouso devono essere gettati nei bidoni della spazzatura specifici per i rifiuti indifferenziati. Tuttavia vi è un'eccezione. I guanti monouso in vinile, infatti, sono realizzati in PVC e pertanto possono essere gettati nei secchi adibiti alla raccolta della plastica. Anche in questo caso è opportuno adottare più accortezze del normale. È infatti consigliabile riporli prima in un sacchetto (anch'esso in plastica) ben chiuso da inserire successivamente nei sacchi con gli altri rifiuti della stessa categoria.


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