Lettere in redazione Scicli

Restare a casa? No. Vivere nascosti. Per chi a sua insaputa vive

Riceviamo e pubblichiamo

Scicli - Siamo fatti di corpo e di mente.
Nel profondo della nostra interiorità, due gigantesche forze della Natura, congiunte, ci pervadono determinandoci: la Sessualità e l’Aggressività. La prima per garantire la prosecuzione della specie umana, la seconda per difenderne la prole. Senza di esse l’essere umano si sarebbe estinto presto.
Abbiamo anche la Ragione, costruita ed elaborata con fatica nei millenni, costruita da noi stessi, poiché siamo esseri viventi dotati di linguaggio articolato, il linguaggio ci consente il pensiero.
Come faremmo a porre dei problemi e a cercare soluzioni se non avessimo le parole per nominarli e identificarli?
La Ragione, per essere finitamente umana, tenta di sostenerci nello scontro frontale che quotidianamente abbiamo con sessualità e aggressività. E’ uno scontro impari, tra un Nano (la Ragione) e un Gigante (le due forze della Natura). Il nano è combattivo, ostinato, indefesso e molte battaglie riesce a vincerle…ma la Guerra? Potrebbe perderla con le armi in pugno.
“Conoscere te stesso” è il primo nostro grande obiettivo da cogliere. Conoscere tramite la Ragione quelle potenze della Natura che non hanno ragione e concetto. E’ complicatissimo farlo.
Nuotiamo nell’abisso dell’indeterminato da bambini , quando non abbiamo ancora appreso la  Ragione, e gli oggetti intorno a noi non sono monodeterminati ma sono più cose. Un pennarello è sì un pennarello per scrivere, ma anche una stecca da mettere nell’occhio del fratellino, o un  alimento da masticare, ma non abbiamo ancora appreso la Ragione e viviamo nella Follia imposta
in quel momento di età dalla Natura. Se da bambini abbiamo nuotato nella follia, da adulti, non conoscendo davvero noi stessi, zoppichiamo tra ragione e follia , sempre più frequentemente  trascinati da quest’ultima. Chiediamo allora aiuto alla Fede e ai suoi Ufficiali, i quali ci forniscono  una risposta ma la collocano in un tempo lontanissimo (Eskaton) che supera la nostra stessa vita dopo la morte, con il giudizio di Dio! Altri, più laicamente, si rivolgono agli addetti ai lavori della  Psiche, che ci danno quasi sempre risposte chimiche e, qualche miliardo di persone, corre verso esse. In quanti aderiamo al motto socratico del “conosci te stesso”? Non lo so…ma so bene che farlo richiede tempi dei quali non abbiamo disponibilità (la vera ricchezza è il tempo piuttosto  che il denaro) e se avessimo questo tempo per conoscere noi stessi nel profondo avremmo  conosciuto l’uomo che c’è in noi, sentendoci però subito inadeguati, fuori corso, esclusi dal progetto-Mondo di oggi, dove si contano le prestazioni con i numeri e i test e non gli esseri umani
nella loro individualità. 

Il consumo progressivo e incessante di alcool e stupefacenti sottolinea questo disagio.  Dico perciò che da tempo noi viviamo, nella maggior parte, “a nostra insaputa“ e se in questo momento epocale, la Natura fa uno sberleffo alla nostra piccola finita scienza, utilizzando  un figlio ribelle del comune raffreddore, e mettendo con questo a nudo tutti i suoi limiti, allora al  “vivere a nostra insaputa“, si affianca oggi prepotentemente il “vivere nell’ignoto”, quel vivere dove anche la ragione soccombe. Il Danno, per il genere umano, potrebbe diventare, con questa  concomitanza, esponenziale. Se la Ragione, non fosse più in grado di contenere (capire) la  Sessualità e soprattutto l’Aggressività, quella forza impetuosa che, come detto, serve a  salvaguardare la Vita della specie…se ciò avvenisse, vedo con terrore, possibile, il manifestarsi di  uno scenario già descritto da Euripide nella tragedia delle Baccanti. Entreremmo anche noi nella  confusione dei codici, dove i vecchi diventano bambini, i maschi diventano femmine e viceversa,
entrando nell’Indeterminato, e Fame e Sazietà, Buio e Luce, Irrigidimento e Dissolvimento, Bene e  Male si manifesterebbero con tutta la loro devastante potenza, congiunti saldamente, senza  possibilità di vedere più, da parte nostra, le loro facce distinte! Di qui lo sbranamento reciproco  fino alla disintegrazione finale.
Restare a casa? No…Vivere Nascosti! (Epicuro lo spiega bene!)